È quasi il tramonto e sulla Passeggiata delle Cattive si intravede un timido arcobaleno. Una bambina, forse di 10 anni, porta con sé un fagotto di pezza e trascina per mano il fratellino recalcitrante. Si dirigono verso la Kalsa.

«Spera che il signor Impallomeni possa ripararla, altrimenti sono botte…».

«Non volevo romperla…»

Entrano insieme nella bottega strapiena di giocattoli adagiati sugli scaffali di legno. Salutano il negoziante, educatamente e all'unisono: «Buona sera, signor Giovanni». La sorellina stringe al petto una bambola di stoffa molto sgualcita e una lacrima le riga il volto. 

«Buona sera a voi», risponde Giovanni che, seduto dietro il banco, lavora con lo scalpello un ciocco di abete traendone una Isotta Fraschini.

«Che bella! La macchina del Duce!» fa il bambino, per un istante mutando in sorriso il broncio.

Il diversivo non ha successo. Giovanni si accorge che la bambina sta piangendo: «Che c’è, Maria?».

«Mariuccia sta male. Molto male alla pancia, vedete?», dice mostrando l’imbottitura che viene fuori dal vestitino della pupa. «È stato Marcolino, con la spilla dei Balilla, sapete quella con su scritto “se avanzo seguitemi”».

«Se indietreggio uccidetemi, se muoio vendicatemi… Marcolino, ti sembrano parole adatte a una bambola?», dice Giovanni. Il bambino abbassa gli occhi e arrossisce ancor più. «Ma fatemi vedere meglio cos’è successo alla povera Mariuccia… Ecco… direi che si tratta di un’ernia… Dobbiamo curarla… Chiamo Lisa, è lei la dottoressa delle bambole».

Lisa arriva dal retrobottega. Rigirandosela tra le mani guarda attentamente la bambola e decreta:

«Ancora non è gravissima, ma se non facciamo nulla peggiorerà. Dovremo cambiarle la blusa. Maria vieni a scegliere tra questi scampoli…»

«Che belli!, forse quello verde acqua o quello azzurro pastello…»

«La blusa verde acqua mi sembra più elegante. Sei d’accordo Maria?».

Maria fa un cenno con la testa e Lisa va alla macchina da cucire, una Singer nuova fiammante con tanto di ruota, cinghia e pedale. 

Lisa disegna la blusa sulla carta velina e poi cuce la stoffa intorno alla bambola. I bambini guardano, rapiti da quei semplici gesti. Con un accurato ratopunto, finalmente Mariuccia viene guarita.

«Adesso è più bella di prima! Grazie, signora Lisa», fa Maria.

«Però, Marcolino, ricorda: non devi appuntare nessuna spilla sulla pupetta, altrimenti la rovinerai».

«Quanto le devo, signora Lisa?», chiede Maria.

«Per te, soltanto tre soldi».

Marcolino adesso sorride per lo scampato pericolo. Dopo aver salutato educatamente, i bambini si allontanano dalla bottega.

Rimasti soli nella bottega, Lisa guarda Giovanni negli occhi: «Dovresti essere più prudente, ho sentito quello che hai detto ai bambini sulla spilla del Duce. Anche i muri qui hanno orecchie. Pensa ai nostri figli che ci aspettano a casa».

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