‌Quell'aroma lungo la strada… 

Cecilia usciva di casa presto al mattino e s’incamminava al lavoro. Il freddo intenso di quei giorni di gennaio, invogliavano a una pigrizia che non poteva permettersi. Il silenzio lungo la strada era quasi assordante. A quell’ora, in un tempo rallentato dal gelo, alcuni bar della zona cominciavano a profumare la città di un aroma invitante e a quello non poteva resistere. Si concedeva il piacere di una piccola coccola nella sua caffetteria preferita: prendeva un cappuccino bollente e, guardando dalla vetrina il mondo svegliarsi, dimenticava le difficoltà della vita per pochi minuti.

Cecilia era un'insegnante prossima alla pensione, le mancavano solo un paio d’anni all’agognato traguardo e ne era felice, perché si sentiva stanca, sfinita. 

Nel corso degli anni erano mutati i rapporti con i colleghi, un po’ perché alcuni si erano trasferiti, un po’ perché agli altri poco importava di creare dei legami. Inoltre era la classica insegnante modello: preparata, attenta, sempre disponibile al dialogo… Questo dava fastidio a certi collaboratori attenti solo a far carriera.

Poi era arrivata la malattia. Quel piccolo, invisibile, ma tanto ingombrante problema muscolare diagnosticato dieci anni prima. Un malessere lento e progressivo che la prosciugava, la privava di ogni energia, un ingombrante fardello fisico che viaggiava con lei, senza tregua, senza sosta, senza sconti. Negli ultimi tempi le sue giornate erano diventate estenuanti, nonostante la passione per il lavoro. L'unica forza proveniva dai bambini ai quali si donava con tutta sé stessa, con gioia e amore nonostante i dolori sempre presenti. 

Cecilia non si lamentava. Il suo silenzio parlava per lei, della sua fatica e di un’esistenza condotta in maniera discreta, pacata. 

Dentro però qualcosa urlava per il dolore e quel semplice cappuccino, quell’abbraccio discreto, era il rifugio più caldo e accogliente di tutto il giorno, forse l’unico. 

Quello era il suo modo per dire a sé e al mondo: "Comincio ora, voglio esserci, posso farcela. Ringrazio Dio di aver recuperato le forze per affrontare questa nuova giornata!" 

Oltre ogni limite, oltre ogni silenzio, la sua voglia di vivere.

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