Più umano o meno umano?

 

Billy, all’epoca dei fatti, era un signore di mezza età che dimostrava meno dei suoi anni: ancora atletico e piuttosto gioviale. 
La sua vita lavorativa si era svolta prevalentemente nella Silicon Valley come progettista e inventore di programmi per computer. Ora era in pensione e abitava a Chicago in un quartiere della middle class, in una bella villetta con giardino, piuttosto ampio e circondato da uno steccato basso. 

Si era sposato in età diremmo avanzata ; aveva una moglie giovane e un figlio che frequentava la scuola primaria. Il bambino si chiamava Jay ed aveva la passione del baseball. Sua moglie, Melanie, era una donna piuttosto alta e bella per gli standard correnti. Era bionda, e non portava mai i capelli troppo lunghi. 

La casa era alla periferia di Chicago. Billy aveva potuto comprarla appena andato in pensione, e dalla California si era trasferito lì. Aveva molti amici e ogni fine settimana — cioè tutti o quasi — organizzava un barbecue al quale invitava sempre qualcuno. La vita sociale era importante per lui e, anche durante la settimana, la casa all’ora dell’aperitivo era piena di gente. Il soggiorno era ampio e poteva ospitare molte persone, e così capitava in effetti.

Ma c’era un giorno infrasettimanale, il mercoledì, in cui amava stare da solo, chiuso nel suo laboratorio.
Tutti gli amici sapevano che il mercoledì lui non c’era per nessuno, neanche per la sua famiglia.

Sì, va beh: era un tecnico elettronico e informatico, sapeva programmare qualsiasi cosa, creare un processore della potenza che voleva. E sapendo quanto adorasse il suo lavoro, e quanto avesse sofferto nel lasciarlo per andare in pensione, tutti avrebbero pensato:

“Starà creando un super-super-computer, o un programma per far uscire proprio tutte le ciambelle col buco.”

No, no: sbagliavate tutti. Billy stava realizzando un automa, ad immagine e somiglianza dell’uomo.
Con la stessa struttura fisica, un cervello in grado di ragionare in maniera simile a quella dell’uomo, e una pelle che, al tatto, dava la sensazione della carne vera.
Un essere che non avresti distinto da un umano. O almeno, quello era il suo obiettivo.

In due parole: un computer che si fa la barba da solo e ti manda al diavolo se lo fai arrabbiare.
Non un cyborg: un automa. Oggi diremmo un androide.

Lui era lì, tutti i suoi mercoledì, fra le sue coltivazioni di pelle sintetica, le stampanti di muscoli artificiali in grado di estendersi e contrarsi, il banco di lavoro per l’aggiustaggio di ossa in alluminio… Ah, quanti testi di anatomia aveva dovuto studiare!

Aveva lavorato per anni al suo rivoluzionario robot di nuova generazione: riconoscimento vocale, sistema di visione, movimento autonomo, capacità di eseguire gli ordini del suo padrone.
Ogni sei mesi lo smontava e lo integrava con una nuova funzione. L’ultima modifica, un processore logico-matematico, lo metteva in grado di fare delle belle partite di scacchi col suo creatore.

Un sistema di navigazione incorporato sei mesi prima lo rendeva capace di accompagnare i bambini a scuola. Un sintetizzatore vocale gli permetteva di parlare sei lingue; un programma di lettura ne avrebbe potuto fare un ottimo accompagnatore per ciechi. Ma Billy non si decideva ancora a metterlo sul mercato.

La funzione “gioco”, l’ultima introdotta, lo metteva in grado di apprendere le cose più svariate, dalle scienze ai lavori artigianali: sarebbe stato un buon robot per l’industria, ma Billy ancora non lo metteva sul mercato.

Charlye — così si chiamava l’automa — naturalmente operava nel rispetto delle tre leggi della robotica enunciate da Isaac Asimov nel libro Io, Robot (1950):

  1. Un robot non può recare danno a un essere umano, né permettere che, a causa della propria negligenza, un essere umano patisca danno.
  2. Un robot deve sempre obbedire agli ordini degli esseri umani, a meno che non contrastino con la prima legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questo non contrasti con la prima e la seconda legge.

Ma il suo padrone e creatore non si accontentava mai: la sua creatura doveva superare il “test di Turing”.  

 

… continua

Tutti i racconti

5
5
20

Io boomer

21 July 2026

I mancini si sono visti legare la sinistra alla sedia e hanno dovuto imparare a scrivere con la mano destra senza che i genitori si sognassero di rivolgersi al giudice per cacciare la maestra, ma col vantaggio che crescevano ambidestri e ti potevano menare con entrambe le mani a richiesta. Siamo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Maria Merlo: Classe 1959, nel '74 avevo il Califfo. Complimenti per il racconto.

  • Dax: nostalgia pura....like a 1000...wild boys

5
5
17

Le B-Roll Girls, il parcheggio occupato e il digiuno intermittente

La storia è vera, parola per parola. Solo i nomi, per ovvi motivi, sono stati modificati.

Miu
21 July 2026

Prima dell’era Furio, prima di Skyfall, prima del secondo dito e delle prove trasformate in addestramento psicomotorio, per le B-Roll Girls ci fu l’era Pia, la precedente maestra con il suo digiuno intermittente. La maestra Pia, una quarantacinquenne riccia, rossa di capelli, secca, perfettina, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
6
40

La commessa

Un giorno di ordinaria routine

20 July 2026

Il mio superpotere non è volare. È guardare in basso. Dal Martedì alla domenica, dietro la cassa del negozio di souvenir nel centro storico di Alghero, io radiografo i piedi del mondo. Con il sole di agosto che spacca le pietre e l’aria condizionata a palla, il mio copione è sempre lo stesso: schiena [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Riccardo: moollttooo carinooo..buon esordio al Chinotto 👌👠👡👢👞👟

  • Dax: ci ho messo 1/2 racconto per capire che la protagonista fosse una ragazza/donna. [...]

3
5
19

IL SUONO DELL'ACQUA

IN DIALETTO PIEMONTESE

20 July 2026

Tema: Traduzione in dialetto piemontese LA VÒS DËL L’AIGA A scòta, për piasì, la vòs dë l’aiga, ch’a sussùra segreti ant ël mormòri pian, tra ròche veje e foje che a balla, a porta stòrie ëd mond ch’a son an scondù al còr ch’a crèd. A scòr neta, frèida, com’un arfóm, n canzòn d’etërn ch’a [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
79

Murales 3/3

19 July 2026

Quando Elisa ebbe finito di esporre la sua idea, il padre rimase senza parole. Quella che lui riteneva ancora, una bambina scriteriata gli stava offrendo su un piatto d’argento un progetto unico e fattibilissimo. L’immagine delle strade tappezzate di testi musicali lo attraeva, forse si poteva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Conosco un paio di borghi affrescati. In realtà le difficoltà [...]

  • Rubrus: PS: Sono andato a fare una ricerca, senza pretesa di esaustività: si [...]

25
27
179

AKUM Saga

Microstriscia sci-fi in tre episodi

19 July 2026

Episodio I: Akum Z Dopo due anni di guerra, il governo terrestre si è arreso ai Miken. Il Progetto Z non è bastato. Ci temevano, ci chiamavano "mietitori", ma alla fine la tecnologia aliena e le enormi risorse del nemico hanno prevalso. Mi cercano. Devo salvare Akum, fuggire. * Episodio II: [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Grazie del like Dax! Ma... bho in che senso? 😅

  • Dax: Bho perché mi pare il riassunto di un racconto che non ho letto...😊

3
2
73

Murales 2/3

18 July 2026

Terminate le lezioni, i giovani si dispersero nella piazza in cui stazionavano i vari autobus che li avrebbero condotti ai rispettivi paesi. Elisa e Vincenzo rimasero in attesa di altri compagni del loro stesso borgo. Il loro autobus sarebbe partito fra venti minuti. Nell’attesa erano seduti ai [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
1
28

Sull'eros in fiore

18 July 2026

Occhi non avevo che per quel golfino rigonfio suo nero e la bocca pensavo mia sul turgido seno. A lei dintorno che sull'amàca stava scia lasciavo io là come lumaca. Tu mi garbi mi conturbi e con te farei assai tardi la notte tutta a consolarti per averti poi sotto ulivi sempreverdi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Bello. mi è garbata tanto l'ultimo poema. Like

3
5
92

La foresta

17 July 2026

L’oasi era quasi vuota. Qualche auto nel parcheggio sterrato, una bicicletta appoggiata vicino alla staccionata e un cartello della LIPU mezzo scolorito dal sole e dalla pioggia. Di quelli che cercano di spiegarti quali uccelli potresti vedere, anche se poi, alla fine, non ne riconosci quasi mai [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
3
80

Murales 1/3

17 July 2026

La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
4
58

Notte Che Divora

Poesia D'amore

16 July 2026

L’alba cela nel suo grembo scuro raggi di sole che filtrano rancori. Stanco è il mio sorriso senza sale, e assaporo colori che scrivono fuochi a cancellare ogni stella esaudita. La battigia, confessore fedele, raccoglie ancora le mie speranze senza veli che nascondono lacrime. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Miu: C'è un verso, in questa poesia, che vale da solo tutto il resto: [...]

  • Dax: Like

7
7
35

Sala preoperatoria

Un mondo tra parentesi

16 July 2026

Nell'ultimo anno per tre volte mi sono ritrovata come paziente in tre diverse sale preoperatorie. Ė un mondo a parte. Ė un regno dove si gioca con regole diverse. Il personale che ti accompagna fino al varco ti saluta sulla soglia. Non la oltrepassa con te: lì non sono ammessi. Il tuo corpo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Condivido tutto e un grazie a tutti gli operatori sanitari e alla loro empatia... [...]

  • Dax: Già.... è sempre un'incognita il risveglio.Like

Torna su