Ilenia si domandò per tutta la vita fino a che punto l'uomo potesse essere crudele con gli animali. E rimase sconvolta quando in una di quelle mattine che dedicava al footing, vide sette cuccioli di pastore tedesco incrociato, abbandonati vicino ad un cassonetto dell'immondizia, dentro ad un cartone, intirizziti ed affamati e con i musi così pietosi che sembravano cercassero la mamma. Che desolazione, che cattiveria, lasciare quei cuccioli ad un destino crudele, senza cibo e senza la speranza di poter sopravvivere se qualcuno non li avesse presi con sé. Allora capì che non poteva abbandonarli. Li raccolse, mentre guaivano spaventati e li portò a casa. Li nutrì, li lavò e si affidò ad una veterinaria affinché potesse sverminarli e vaccinarli. Dopo questo atto eroico, cominciarono i problemi. Quello più importante ed urgente era ora come continuare a seguire questi cani. Fece il giro dei parenti ed amici ma nessuno si mostrò disposto ad adottarli. Intanto i cuccioli si facevano amabili e desiderosi di coccole. I loro occhi dolci e pietosi commossero la ragazza, che decise di tenerli tutti per sé. Suo marito dapprima non fu felicissimo di dividere il tempo di Ilenia con i cuccioli. Ma a poco a poco si abituò e anche lui nei momenti liberi si dedicava agli animali. In alcuni posti c'è una prassi che per non far aumentare la popolazione canina bisognava eseguire alcune pratiche chirurgiche. Anche al suo paese si era deciso di sterilizzare ogni randagio e poi rimetterlo in strada. Ed Ilenia si ritrovò a portare da mangiare, oltre ai suoi sette cuccioli che crescevano a vista d'occhio, a tutti i randagi che gravitavano nella sua zona. Cani sporchi, rinsecchiti, di tutte le razze, bastardini. Lasciati per strada dall'insensibilità umana quando gli animali diventano ingombranti. Tutto il suo tempo libero fu preso da questo suo compito: riuscire a soccorrere e sfamare tutti cani per strada destinati a fare una brutta fine. Ed ogni giorno faceva il giro delle strade limitrofe alla sua abitazione per portare acqua, riso soffiato e croccantini. E fece ciò per tutta la vita per i suoi cani abbandonati. Quando un giorno Ilenia stette male e andò in cielo, tutti i cani del paese  piansero per più notti e rimasero a vegliare la loro protettrice tanto da chiamarla "Ilenia, Angelo dei cani" e, nelle loro preghiere, la raccomandarono a Dio per la sua dolce disponibilità ad amarli.

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