«Sei metri!».
Mentre il vegliardo allungava la mano verso il bicchiere e lo scolava con mossa fulminea, Giuseppe  si chiese se non fosse tutto un imbroglio escogitato dai vecchietti del paese per farsi pagare da bere.Era arrivato a Gerbolate per via del Mostro del Lago.
Non era Nessie, ma, d’altronde, il Lago Zanfrone non era il Loch Ness.
Quando era sceso dall’auto, le premesse erano buone: la sera, la nebbiolina, i giochi di luci ed ombre che davano l’impressione di trovarsi dentro un film in bianco e nero.
Si era diretto verso il bar (anzi, “Osteria”) e si era immaginato diversi scenari:
Primo scenario: tutti negano di aver visto il mostro. Negano con troppa convinzione, ergo il mostro c’è. O almeno c’è il materiale per un servizio.
Secondo scenario: tutti lo invitano, con modi sempre più perentori man mano che lui insiste, ad alzare i tacchi. È evidente che hanno qualcosa da nascondere. Ergo, il mostro c’è. O, ancora, almeno c’è il materiale per un servizio.
Terzo scenario: sono reticenti. Sì, qualcuno ha visto qualcosa ma… insomma… Ergo, il mostro c’è. O almeno… indovinate?.
Quarto scenario: negano… all’inizio, ma poi… poi man mano che Giuseppe Gagliardi, impavido giornalista, li smaschera, nota le loro contraddizioni, conquista il loro rispetto, ammettono che, effettivamente… il mostro c’è. O almeno… be' devo dirvelo?
E invece.
Invece lì non c’era “almeno” il materiale per un servizio.
Lì c’era materiale per fare una mezza dozzina di dannati servizi.
Il mostro, nell’ordine:
- era fatto sputato come il mostro di Loch Ness
- era fatto sputato come il mostro di Loch Ness ma era più piccolo
- era fatto sputato come il mostro di Loch Ness ma più grande
- non aveva niente a che vedere col mostro di Loch Ness. Era, era… oh era un mostro, che altro c’era da sapere?
- somigliava al mostro di Loch Ness ma aveva (nell’ordine) una cresta, delle spine sulla schiena, una coda biforcuta, a losanga, a punta, il collo corto e non lungo, la pelle rossa, gibbosa, blu.
Guardò le bottiglie allineate dietro al bancone. Quando era arrivato gli erano sembrate stupidamente troppe, per un paese così piccolo. Ora gli sembravano dannatamente troppe.
«Era sei metri almeno, glie lo dico io, altro che quattro, come diceva prima Mario. Lui mica l’ha vista, la coda» ripeté il vegliardo (Pasquale? Forse sì) agitando il bicchiere come se sperasse in una nuova libagione gratuita.
«Sei metri» annotò diligentemente Giuseppe sul taccuino, ignorando il messaggio subliminale ma non troppo.
L’altro si alzò con dolorosa, sciatica riluttanza.
E subito un altro prese il suo posto, protendendosi con fare cospiratorio.
Ettore, il barista, si fece sotto servendo un bicchiere di bianco alla ciarliera cariatide. A Giuseppe parve di cogliere sul suo viso uno scintillio ironico.
«Allora» disse il coscritto di Matusalemme «gli altri le hanno detto solo delle gran balle. Nessuno di loro lo ha visto. Io l’ho visto». Si sporse ancora più avanti, fino a sfiorare il tavolo col mento aguzzo «sputava fuoco».

 

Ettore chiuse la serranda e si diresse verso casa. Come sempre, prese la strada del lungolago, tanto per sgranchirsi le gambe. Era stato tutto il giorno all’osteria, ma quando girava voce che un giornalista era in paese, ai vecchietti veniva una gran sete e, be’, sui soldi non ci si sputa mica.
Comunque era sfinito e, per un attimo, si chiese se, quella sera, poteva permettersi di saltare la sosta al molo; poi l’abitudine prese il sopravvento e si sedette sul pontile, le gambe penzoloni sull’acqua nera.  
Guardò il profilo delle montagne, le luci dei borghi lungo la costa, ascoltò gli ultimi, tenui rumori del paese addormentato e, sopra e sotto di essi, il sussurro costante dei boschi e del lago.
Eh sì, per stanco che fosse, valeva sempre la pena fermarsi.
Chissà se il ragazzo avrebbe pubblicato l’articolo. Probabilmente no. Gli sembrava troppo giovane e troppo poco smaliziato per farlo. Altri come lui… sul web c’era della roba, ma si sa com’è la rete. Per come la vedeva lui, erano meglio quelle per i lavarelli. Senz’altro erano più utili.
Puntuale, giunse il noto sciacquio da sotto il pontile e, come sempre, Ettore allungò la mano.
«Là, bella» disse con una punta di desiderio, tre misure di stupore (che, chissà perché, sembrava non finire mai) e un pizzico di rimpianto «anche stavolta l’hai scampata».
E carezzò la testa della sirena.

Tutti i racconti

4
6
25

Il ritorno del Premio Chinotto

... e se potete aderite numerosi

05 June 2026

Amici lettori siamo in piena Primavera, l'Estate è alle porte, intorno a noi tutto va male ma noi che a voi lettori vogliam un gran ben siam qui a richiedere la vostra attenzione per strapparvi sorrisi con i ns/fatidici 30 secondi, 1 max 5 minuti di gioiosa lettura, quindi in questo momento veniamo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Riccardo: ciao Walteru' ce se prova...l estro é appannato, magari va via col [...]

  • Teo Bo: Sto già lavorando al Chinotto. Non so se riuscirò a massacrarti [...]

11
7
63

Motel

un professionista

05 June 2026

Semplice. Avrebbe voluto che tutto fosse stato più semplice… Comunque, anche quella volta ce l'aveva fatta a finire il lavoro. Era uno che curava ossessivamente ogni dettaglio, ma si era stancato di esser chiamato solo per le faccende più complicate. Si buttò sul letto. Un intenso odore di lavanda [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Walter Fest: Paolo tù si nà cosa grande!!!!

  • Teo Bo: Quando la classe dei grandi cala sulla carta NON CE N'E' PER NESSUNO [...]

0
3
26

Il dolore di una figlia 2/2

04 June 2026

Ma Gerard continua a tenere fissi gli occhi sul soffitto; il sonno è lontano dalla sua anima angosciata. Vorrebbe chiamare ancora la figlia, ma non sa bene con quale pretesto: sa che anche oggi ha già fatto tanto per lui. È lei a tornare nella sua camera a notte inoltrata, quando il temporale è [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
5
55

Il piatto volante

04 June 2026

Pioveva da ore, di quella pioggia che insiste, borbotta e sembra voler partecipare alle discussioni di famiglia. L’appartamento era invaso da un odore di aglio, mare e intingolo d’orgoglio domestico, il genere di profumo capace di far confessare i peccati ai vicini. In una casa normale sarebbe [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • U2199: All'inizio il protegonista è antipatico, poi, con la visita del [...]

  • Andromeda: Carino! Mi è piaciuto il vecchietto che si è quasi autoinvitato [...]

1
2
32

Il dolore di una figlia 1/2

03 June 2026

A volte il mare a Lampedusa non restituisce alla spiaggia solo arbusti e alghe, ma anche resti umani. Gerard lo sa bene, ecco perché sente il suo debole respiro addirittura spezzarsi quando vede, dalla grande vetrata della sua camera, giungere la bufera. Quella sera, al tramonto, osserva con ansia [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

8
5
49

Un euro d'onore

03 June 2026

Lo chiamavano John Wayne perché sul motorino (che poi era di suo fratello) aveva la decalcomania di un cowboy impegnato in un rodeo. Soprattutto, lo chiamavano così perché lui, Davide, John Wayne non lo poteva soffrire. Diventammo amici quando, a scuola, il preside ebbe l'idea di proporre un regolamento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Teo Bo: Mai banale, tantomeno in questo racconto scritto con la solita maestria. Like.

  • Rubrus: Grazie!.

3
6
57

Facciamo finta che...

02 June 2026

Le luci al neon del Venom disegnano riflessi irregolari sul bicchiere, mentre Saffron lo rigira pigramente tra le mani. Poi lo posa sul bancone con un colpo secco, più deciso di quanto intendesse. Il barista si volta, richiamato dal suono, e le lancia uno sguardo interrogativo. La matricola è alla [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: in effetti l'amore tende tutti in po' più distratti e sensibili....

  • Rubrus: Piaciuto. Che Saffron fosse una lui o una lei è secondaio, ma una cosa [...]

4
5
37

Il ditale d'oro

02 June 2026

È notte. Fuori c’è una bufera di neve che dura già da tempo. A terra, la coltre bianca sembra molto profonda. Alberi e vegetazione fitta. Null’altro. Ma dove mi trovo? Perché sono qui? Dentro è tutto freddo. La luce è andata via. Solo due candelabri emanano una luce fioca nell’enorme salone di [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
47

Poesie

01 June 2026

Credemmo essere noi predestinati unici e invincibili facciamo i conti oggi con quel vissuto questo presente e un solo domani certo. 1983 Ci saremmo iniettati in vena dosi di calore sintetico illudendoci avrebbero quel gelo potuto alleviare che a noi era intrinseco. Lisergica [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

12
13
68

La zia Elvira

01 June 2026

In ogni famiglia esiste, più o meno, un parente folcloristico, un personaggio pronto a comparire solo nelle feste comandate — Natale e Pasqua — per poi sparire nel nulla per tutto il resto dell’anno, compleanni compresi. La nostra era la zia Elvira: zitella per vocazione, devota alla tragedia, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • U2199: La mia "zia Elvira" ha compiuto 100 anni, Sarà veramente un [...]

  • Dario Mazzolini: grazie a tutti voi che avete avuto la pazienza e la bontà di leggermi [...]

3
4
116

Playlist di noi. Parlarsi per davvero.

31 May 2026

È proprio questo il bello di volersi bene: sapere che esiste qualcuno a cui puoi dire tutto, senza filtri né paure. Qualcuno che non smarrisce mai la strada che porta al tuo cuore, perché quel cuore lo conosce, lo custodisce, lo sceglie ogni giorno. Lui mi spettina senza chiedere permesso, mi toglie [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Riccardo: felici di rilleggerti 💥

  • Dax: volersi bene svevo capito volete bene a sé stessi....like

1
4
35

IRIDE, la messaggera di Era

Non solo Hermes era il fautore della buona novella

31 May 2026

Nella mitologia, Iride era la messaggera degli dèi e agiva come un ponte tra l’Olimpo e la Terra. Veniva rappresentata con ali d’oro e vesti dai mille colori che, muovendosi velocemente nel cielo, lasciavano dietro di sé la scia luminosa che noi chiamiamo arcobaleno. Il Mito e la Comunicazione [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Rubrus: Molto interessante e istruttivo. Evidenzio che gli dei greci non erano onnipotenti, [...]

  • Vero_Mythologydecoding: Buongiorno grazie per il suo commento, gli dei erano proprio soggetti a questo [...]

Torna su