«Mi fanno venire i brividi» disse Max «animali a sangue freddo».
«Però...» intervenne Ambra preparandosi per andare a dormire.
«Hanno ragione, lo so. Me la ricordo la teoria dell’estro nascosto. Ventesimo secolo, se ben ricordo. Solo che vederla applicare così... «Animali a sangue freddo. Mi fanno venire i brividi» ripeté.
Ambra si sedette sul letto. «Scopriamo che c’è un buco nero a poca distanza dalla Terra. Dietro, per questo non lo abbiamo visto, un pianeta simile al nostro. Come se non bastasse, questo pianeta è abitato da… lucertole umanoidi, quasi fosse uscito da un brutto romanzo del secolo scorso. Così che cosa facciamo? Stabiliamo un contatto, poi sbarchiamo e, in meno di cinquant’anni siamo qui a farci una sorta di vacanza studio».
«Stai pensando alla “Non spiegazione?”».
«La razza aliena che sarebbe arrivata sulla Terra, avrebbe preso su qualche dinosauro e avrebbe detto: “Ehi, perché non li alleviamo? Ma non qui, perché c’è un meteorite in arrivo”. Penso che “Non Spiegazione” sia un termine delicato. “Balla Spaziale” è più indicato».
Max guardò il soffitto «Per tutta la giornata continuavo a pensare alle storie della Bibbia. Il Serpente Antico e tutto il resto».
«Stai per schierarti dalla parte di Bobby?».
«Chi? Tuo fratello? No, penso che tuo fratello sia matto come un cavallo e abbiano fatto bene a metterlo sotto chiave sulla Terra. Qui, però... Tu che cosa ne pensi?».
Ambra gli si sdraiò accanto e aggrottò la fronte «“Lei ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno”» mormorò. Rimase così a lungo, poi le rughe si spianarono «Per ora, preferisco pensare agli apparati urogenitali sovradimensionati» disse.
In quel momento l’Intercomunicatore squillò.
Avrebbe potuto passare per un vecchio computer portatile, se si fosse trascurato che poteva mandare un segnale ad anni luce di distanza attraverso un ponte di Einstein – Rosen.
Il segnale, invece, era inequivocabile.
Allarme Rosso.
Ambra balzò giù dal letto.
«Bobby!» disse schiacciando i tasti «è l’ottava volta che prova a chiamarci».
Max le si avvicinò. Provò anche lui a far funzionare l’apparecchio.
Alla fine, il video partì. Era proprio Bobby, fratello di Ambra, già professore di lettere e frequente ospite delle patrie galere.
«Se è questo il messaggio che sentite, allora è già tardi. È partito un anno fa. Però ci provo lo stesso. Non c’è nessuna terza razza aliena. Non c’è mai stata. Non c’è nessuna razza “aliena”, in effetti. Solo una distorsione nello spaziotempo, verificatasi sessantacinque milioni di anni fa, quando un meteorite ha colpito la Terra. Non so come spiegarlo ma… pare che non dovesse succedere. Come se ci fosse una Forza che dirige l’evoluzione verso lo sviluppo di una razza intelligente. Non chiedetemi come o perché, perché persino gli scienziati lo ignorano e io sono un semplice ex insegnante di lettere. E poi non c’è tempo. Fatto sta che quando, sessantacinque milioni di anni fa, un meteorite ha colpito la Terra, lo Spaziotempo si è diviso in due. Questo ha creato il buco nero e il ponte di Einstein – Rosen. Da una parte ci siamo noi. Dall’altra una Terra alternativa, in un sistema solare alternativo, che non è stata colpita da nessun meteorite: il pianeta che noi abbiamo chiamato Herpetia e su cui vi trovate adesso. Lì i dinosauri hanno continuato a evolversi. Ma, ora che abbiamo scoperto Herpetia, si è creato una specie di paradosso e lo Spaziotempo deve correggere se stesso o tutto collasserà dentro il Buco Nero. È come in quel film; può esistere una razza sola. I Rettili avevano una flotta da guerra, dietro Crotalo e Cobra. È partita poco dopo le astronavi per il Gemellaggio, seguendo la rotta opposta e...».
La trasmissione si interruppe.
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