Margherita attraversa la piazzetta di corsa. Con lo zainetto che le sbatte sul fianco, entra al Plume con slancio da centometrista, facendo quasi sbattere la porta sul naso di un avventore in procinto di uscire.
Gli improperi che lui bofonchia sono coperti dal rumore di accelerazione del bus da cui, poco prima, la donna è scesa come un turbine.
- Celeste Celeste Celeste! - Margherita attira l’attenzione della barista che sta pulendo il bancone - Non sai chi ho visto al centro commerciale subito dopo pranzo. - E ridacchia da sola.

C'è da precisare che Margherita, un po’ perché nomen omen e un po’ perché non ha trovato altro, lavora nel negozio di fiori e bomboniere situato in un grosso centro commerciale, nel comune vicino. Insomma, non era a zonzo come una perdigiorno qualsiasi.

Celeste, con i piedi doloranti per un doppio turno, non ha la minima idea di chi stia parlando l’amica. L’unica cosa che sa per certa è che butterà quelle maledette scarpe appena tornerà a casa. Toglie piattino e tazzina dal bancone, passa uno straccetto per pulire e fa un cenno a Margherita. 
- No, ma immagino tu muoia dalla voglia di dirmelo… -

L’altra si sfila zaino e montgomery e li posa su uno sgabello, prima di sedersi con un saltello su quello vicino. Lascia penzolare i piedi, l'altezza non è il suo punto forte, appoggia i gomiti sul bancone e riparte spedita.

- Ho visto il Fez, te lo ricordi? Avevo una cotta assurda quando andavamo a scuola. - Batte le mani sul bancone, facendo tintinnare anelli e bracciali di cui è piena. - Uh, mi dai una Lemon Soda? Penso di non aver bevuto in tutto il pomeriggio. -

Celeste sgrana gli occhi.
- Ma il tizio rasta, con cui prendevi l'autobus per andare al Volta? - Posa lo straccio e sorride. - Oddio, che soggetto! Sembrava sempre su un altro pianeta! Ha ancora i dreadlocks? -

Margherita scuote il capo. 

- No, macché. Non lo avrei riconosciuto se non mi avesse chiamata lui! Adesso è tutto impomatato come un pinguino! Ma rimane sempre un bell'uomo, sai? Anche con la cravatta e il capello tutto ingellato. -  Dice mentre allunga le mani per bicchiere e lattina lasciati dall'amica sul bancone.

- Sì certo… E a te non è mai passata, anche se non gli hai mai rivolto la parola per più di due minuti di seguito. Beh, che ti ha detto? 

- Mah, niente di che. Ha preso una composizione per sua moglie… C'era anche la figlia assieme a scegliere i fiori, credo abbia una decina d'anni. Però è stato un momento surreale e divertente! Soprattutto per la sua faccia quando si è presentato e ha capito che non lo avevo riconosciuto. - 

Infila l'unghia sotto il gancio per alzare la linguetta della bibita. 

- Ha pure una figlia! S'è dato da fare in fretta! E noi siamo qui, con la nostra vita sentimentale che si riassume in reel di gatti e boscaioli svedesi. Che fato ingiusto! - Celeste scuote la testa con aria fintamente afflitta.

Margherita scrolla la lattina per far scendere ogni singola goccia. 

- Dici niente, i boscaioli alzano gli standard.- Ride - Non ci possiamo mica accontentare di chiunque! Alla salute! - Alza il bicchiere per un brindisi all’aria, prima di bere un generoso sorso.

Mentre il sapore dolcemente aspro le allappa la bocca, Margherita ripensa all’incontro di qualche ora prima, che le provoca la stessa sensazione astringente… al cuore.

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