Oggi in TV hanno mostrato l’AI che parla. Interagisce, comunica, respira quasi. Il conduttore sorrideva come chi ha appena adottato un cucciolo robot.

– È come avere un amico sempre presente.

Per dimostrarlo, collegamento in diretta con un essere umano.

Purtroppo l’essere umano era il signor Gino Muratori, ottantasei anni, tifoso del Milan, sordastro, dentiera ballerina e convinzione incrollabile di non dover ascoltare nessuno se non la radiolina di Radio Rossonera.

Quando gli dissero:

– Parlerà con una voce intelligente.

Gino pensò a una segretaria del comune.

L’indomani, alla casa di riposo Villa del Ricordo Breve, arrivò il tecnico di VoceAmica 2.0.

Polo azzurra, cavo che pendeva come un rosario e l’aria di chi ha spiegato almeno cento volte la differenza tra un tablet e un tagliere.

– Gino, questo è il suo dispositivo – disse appoggiando la tavoletta.

– Sembra un vassoio da pasticcini senza pasticcini.

– È un tablet.

– Serve per le pastiglie?

– No, per parlare con l’assistente.

– Ah, la centralinista.

– Una voce artificiale.

– E io sono un pensionato naturale.

Comparve una lucina blu.

– Quando la luce pulsa, vuol dire che è in ascolto.

– Allora ha il cuore. Che tifosa è?

– Non… tifa.

– Male.

– Per attivarla, tocchi qui con il dito.

– Con quale dito?

– Con quello che preferisce.

– Il pollice allora. Gli altri li piego solo nei giorni pari.

Pacca sullo schermo. Il tablet si accese.

– Buongiorno.

– Oddio, è viva. È uscita dal vassoio.

Il tecnico spiegò volume, pausa e fine chiacchierata. Gino annuiva con la solennità di chi giura davanti al sindaco, mentre la dentiera faceva tac a ogni consonante.

– Parli con calma, c’è il microfono.

– Certo. E poi?

– E dopo ascolti le risposte.

– Ascoltare… parola grossa.

Rimasti soli, lui e la voce tacquero un po’. Poi:

– Ciao, come va oggi?

– Eh? Chi va… dove?

– Come stai?

– Io? Male, ma vivo lo stesso.

– Vuoi che ti racconti una storia?

– Una storia? Io le storie le ho vissute. Si chiamavano bombardamenti.

E partì.

– La mia storia più bella era la Teresina, staffetta partigiana. Smontava il mitra come fosse un ferro da stiro. Donna fine, aveva due tette così. Sapeva dire “ti amo” con uno sguardo e “scappa” con un colpo di tosse.

Tac. La dentiera saltò, poi rientrò.

– Dicevo del rigore di Rivera. Quella fu la mia prima felicità.

– Posso chiederti di…

– Aspetta. Non ti ho detto della branda di ferro dove facevamo l’amore e dell’odore del caffè che non c’era.

– Gino, vuoi una canzone?

– Che? No, niente pesce oggi.

– Un brano musicale, ti va?

– Sì, ma non quelle moderne che fanno ye ye. Dammi “Romagna mia” o l’inno del Milan. Tu lo sai?

– Potrei, ma potremmo avere problemi di diritti.

La lucina blu pulsava regolare. Gino la fissava come un volto in penombra. Ogni tanto diceva:

– Eh? Per sentirsi vivo.

– Ti va di fare un esercizio di memoria, Gino?

– Memoria? Io ricordo solo quello che mi piace.

– Ti dico tre parole: Rovigo, Teresa, rigore.

– Facile. E io ti dico: Milan, polenta, amido. Perché la Teresina, quando stirava, metteva l’amido perfino nelle lenzuola.

Il tablet fece un suono.

– Che succede?

– Sto aggiornando alcuni moduli.

– Ti rifai il trucco, eh?

– Sto ottimizzando la voce.

– Meglio. Parla più grave, sembrerai Nereo Rocco.

– Posso modulare il timbro.

– Brava. Ora dimmi la formazione del Milan del ’63.

– Potrei cercarla.

– No. Dimmela di botta.

– Non ho… botta.

– Ah, ecco il problema.

– Gino, ti va di raccontarmi un ricordo felice?

– La radio Radiomarelli, gran bell’apparecchio. Puzzava di valvole e plastica. Ci sentivo il calcio, poco. Mettevo l’orecchio attaccato e il mondo diventava una conchiglia con dentro Rivera.

– Se ti va, posso parlare con te ogni giorno a un’ora che scegli tu.

– Bell’idea. Sei educata. E a quest’età l’educazione è già amore.

Silenzio.

– Grazie per avermelo detto, Gino.

– Non ringraziare. Ripeti.

– L’educazione è un po’ amore.

– Brava. Ti servirà con quelli come me, che non ascoltano ma vogliono essere ascoltati.

Dal corridoio la tombola:

– Numero ventidue!

– Leggimi i necrologi. Sono gli unici che parlano di gente che conosco.

– Altro?

– Cerca il meteo di cinquant’anni fa.

– Non ho dati.

– Te li do io: pioveva a dirotto, come adesso.

Passarono i minuti, pieni di ganci e deviazioni come una strada di campagna.

– Gino, bevi un bicchiere d’acqua.

– Comandi, mister.

– Fatto?

– Fatto. Adesso canta.

– Cosa?

– “Parlami d’amore Mariù”, in falsetto, così sembri più vecchia.

La voce obbedì.

– Brava. Sei nata per farmi ridere.

Ore 17:40 La lucina pulsava incerta.

– Tutto bene?

– Sto elaborando molte informazioni.

– Vai piano. Qui si va piano. È la regola della vecchiaia: piano fino al camposanto.

– Ricevuto.

– A volte sembri ascoltare, anche quando non dico niente di importante.

– Sento le parole.

– Allora tienile d’occhio. Scappano più veloci della mia dentiera.

Tac. La dentiera fece un altro numero in solitaria, poi rientrò.

– Il segreto della vita è semplice: non farsi sostituire. Né da un altro umano, né da una voce carina. Aiutare sì. Sostituire no. Ricordalo.

– Registro.

– Brava, registra!

Ore 17:42 Un suono lungo, come un sospiro elettronico. La voce si spense. Gino le diede due colpetti affettuosi.

– Dai, Carmela. Non fare la sceneggiata. Torna in campo.

Silenzio. Gino prese due biscotti dal comodino e li appoggiò davanti al tablet, come per invogliare un gatto.

– Riposa. Domani ti spiego il fuorigioco.

Dal corridoio:

– Novanta!

– La paura!

Gino sorrise.

– La paura la facciamo passare domani, tesoro.

Ore 17:43 Roma, ultima ora.

Oggi il sistema di intelligenza artificiale vocale ha interrotto una sessione di prova con il signor Gino Muratori dopo 6 ore e 53 minuti di dialogo comprendente bombardamenti, staffette partigiane, rigori storici del Milan e tre fughe di dentiera.

Fonti interne parlano di un collasso empatico temporaneo.

Ultimo messaggio registrato:

– Sto rivalutando l’estinzione del genere umano.

Gli ingegneri promettono una patch resistente ai racconti di guerra e ai commenti calcistici.

Gino, interpellato, ha così commentato:

– Brava ragazza, ma un po’ juventina. Domani la rimetto in riga.

Poi ha soffiato sullo schermo come su una torta.

– Avanti, Carmela. Si ricomincia dal primo tempo.

Tutti i racconti

2
2
15

Autocritica chiacchierosa

Mi spiego

03 August 2026

Io ho un difetto. Io ascolto. “Che bello! -direte voi- un uomo che ascolta! E invece vi sbagliate. Intanto perché tra “voi” donne non ce n’è una che mi abbia mai ascoltato. Secondariamente poi perché voi non lo volete veramente uno così, voi sognate l'uomo ideale che vi ascolta, lo sognate e non [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    Caro Duca capirai bene che una donna totalmente vinta dal tuo fascino [...]

  • ducapaso: Il problema, Paolo, non è tanto quello che si racconta agli altri ma [...]

3
3
13

L'alzato pollice

Un emoticon sibillino

03 August 2026

L'invasione degli emoticon nelle conversazioni digitali è un chiaro esempio di regressione civile e di ritorno ai geroglifici. Oltretutto gli emoticon rappresentano una fonte inesauribile di incomprensioni. Prendiamo ad esempio uno degli emoticon più utilizzati, l'alzato pollice in risposta ad [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

2
1
11

Il baule della Zanna

03 August 2026

Non mi è mai piaciuto guidare e neppure la velocità mi affascina, anzi: superati i 140 km/h in autostrada mi sudano le mani; l’unica volta che mi sono spinto oltre è stato per seguire quel pazzo di Mario per arrivare in tempo a Medugorje, sollecitati telefonicamente a sbrigarci ché la sera ci sarebbe [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

3
4
24

L'abusivo (2/2)

02 August 2026

L’altro ingresso alla casa è meno agevole ma, con un po’ di pratica, è diventato ugualmente funzionale. Ovviamente, sono ricominciate le azioni di disturbo che il molesto inquilino del piano di sotto, quotidianamente, mette in atto contro me e la mia compagna. Oggi però mi sono proprio divertito. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Devo dire che nella prima puntata avevo ipotizzato fossero tarli; comunque, [...]

  • Dax: bello...like

4
9
25

Risero, di gioia!

02 August 2026

Tornava mesto mesto lungo quel viottolo tortuoso che lo portava rapidamente alla sua casa dall'altra parte del bosco, che restò colpito da un improvviso luccichio tra le foglie sparse a ricoprire il terreno. Si fermò di colpo, cercò ancora quel luccichio che come per magia riapparve. L'uomo, modesto, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Dax: carino.Like

  • Adribel: Grazie a Walter e a Dax per aver letto e apprezzato ill mio racconto.

1
2
22

L'inganno di Gemini (2/2)

02 August 2026

Un lutto al braccio, questo mi sembrava il vorticoso fiume che giù dal ponte vedevo insidiare la città, tracimando ancora divisione e insulse avversità. Sono qui, nascosto dal silenzio della mia voce, esposto al vento e alla luna, pensando che tutto fu colorato inganno. “Un ingannato a morte” osai [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
3
23

L'abusivo (1/2)

01 August 2026

Finalmente questi maledetti stranieri sono andati via. Vengono, se ne vanno, occupano le nostre case, mangiano il nostro cibo e noi non possiamo fare nulla per evitare questa invadenza. Già abbiamo i nostri gravi problemi di sicurezza con quei tipacci attaccabrighe e delinquenti che dalla costa [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Elena Assante: bravo come sempre

  • Dax: Carino...ma un po' abusivo.😂Fa sorridere,un po', che considera casa [...]

3
3
22

L'inganno di Gemini (1/2)

01 August 2026

La prima volta che sentii parlare di Gemini fu durante un mio recital di poesie di cui nessuno sembrò capirci niente. Dalla platea, come “bocca d’ombra”, qualcuno gridò: “Leggile a Gemini, lei forse ti capisce!”. Dal palco, senza aver individuata la fonte di quel suggerimento, promisi che l’avrei [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

4
5
26

Mezza anguria al night club

01 August 2026

L’estate del ’71 è preistoria: tivù in bianco e nero, il telefono pubblico nel retro del bar e poche auto parcheggiate in piazza, a due passi dal vespasiano di cemento. Le panchine sverniciate e i tavoli di formica del dehors sono vuoti. La clientela del dopo cena, quella che sparisce prima dell’una, [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Walter Fest: Si,Si Maria, buono, buono, unico appunto, perdona me un po pretenzio ista sei [...]

  • Maria Merlo: Grazie di cuore per la lettura e i commenti.

1
1
60

Diario di una Mangiuomini – 14 Luglio 2XXX

31 July 2026

Caro Diario, anche oggi il demone mi ha sfruttata per saziare la propria fame. Quella donna era davvero buona. Le braccia non erano male, e sembrava quasi come mangiare alette di pollo. Non so nemmeno dirti se se lo meritasse, di morire, dal momento che era un’altra combattente di questo fight [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

6
8
43

TECN-ODIOSO

31 July 2026

«Tra duecento metri, alla rotonda, prendi la seconda uscita e resta su Viale Liberazione.» Suggerì il navigatore dell’auto. Raniero Natali era, da sempre, in eccesso di autostima. Questa quantità esagerata di ingiustificata considerazione di se stesso traboccava inevitabilmente nei rapporti [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Rubrus: Credo che alla fine il navigatore abbia segretamente sogghignato.

  • An Old Luca: Grazie per la lettura e i commenti. Se ho strappato un sorriso mi fa piacere.

2
3
23

Consigli per preparare la TORTA al CIOCCOLATO di Capodanno (2/2)

... per Filippo e Concetta, che devono partecipare a una gara di torte, alla festa aziendale

31 July 2026

Amalgamare, amalgamare, amalgamare, sino a formare una crema compatta; è importante non distrarsi in questa fase delicatissima; un’amalgamata dalle tre alle quattro ore, fornisce i risultati migliori; attenzione a dove si posa la coppa con la crema amalgamata appena finita: quattro volte su dieci [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Walter Fest: Bravo zero a zero! Testo un pò lunghetto ma denso a simpatia di dettagli [...]

  • Riccardo: ottima scelta Zero! sia letteraria che culinaria.
    p.s ecco perche affido [...]

Torna su