C’è un angolo del Nord-Est tra Isonzo e Timavo dove se chiedi un’acqua minerale, ti guardano come se avessi sputato in chiesa.

Qui il dialetto è una rissa tra veneto e friulano, e la gente ha la testa più dura del granito.

Fuori ci sono le Olimpiadi invernali, ma dentro la trattoria “La Mariuta” c’è un gruppo di giovani commercianti che fa più casino di una curva allo stadio.

Sulla tavola imbandita carne alla brace, polenta gialla fumante e uno schieramento di “ombre de vin” che sembra l’esercito di terracotta.

Hanno fatto di tutto per attirare clienti: sconti, casette, pista ghiacciata, luci…

Manca il colpo di genio.

«Poderessimo far el Curling!» Urla uno tirando un pugno sul tavolo che fa saltare i calici.

Tutti in piedi a gridare come pazzi.

Poi la doccia fredda. Vedono online il prezzo delle pietre: mille euro l’una!

Silenzio.

Uno strozza un’imprecazione e sbatte il bicchiere.

«Mie euro? Ma i xe mati de ligar. Con mie euro me compro na cisterna de Cabernet, no na piera!»

Lo sconforto dura poco.

Dalla cucina esce il cuoco, uno che addosso ha più grasso che pelle. In mano ha una pentola a pressione da dieci litri, di quelle che hanno visto tre generazioni di bollito.

La schianta sul bancone.

SBANG!

«E se doperassimo ste qua?»

Boato. Una roba che nemmeno a Capodanno.

Ognuno corre a casa a prendere la propria pentola a pressione (n.d.r. la tòmica).

Le riempiono di bulloni, sassi, piombo e silicone. Le lucidano col Sidol finché non brillano come il sole a mezzogiorno, poi giù di sgnapa per darsi coraggio.

Non tutti tornano senza conseguenze.

In diverse cucine la decisione non viene accolta bene.

«La tòmica no se toca!»

«Xe solo per stasera. Dai Ninaaa…»

Qualcuno esce comunque, stringendola sotto il braccio come refurtiva domestica, con la faccia di chi sa che al rientro dormirà sul divano.

Sabato sera il primo torneo.

Sulla pista ghiacciata del Parco Excelsior c’è una nebbia che non vedi i piedi. L’odore della grigliata però lo senti da tre chilometri.

Entrano le squadre e l’urlo che le accompagna sembra l’inizio di Braveheart, ma dopo tre o quattro ore di sbronza molesta.

Da una parte gli Adula…tori: parrucche fucsia che perdono peli, cappelli con le corna da vichingo e ruggiti che odorano di ćevapčići e Tocai.

Dall’altra le Pression Star: biondissime, paillettes ovunque e una cattiveria negli occhi che, se ti guardano, ti va in acido il fegato.               

Gli spazzolatori impugnano scopini dal manico di plastica colorata come fossero asce da guerra.

Il giudice, naso color Merlot, urla le regole col polmone sinistro.

«Ascoltème ben, manica de mati! Se la tomica la va dreta, xe punto. Se la curva, xe sfiga. Se spacca un piè a qualchedun, xe colpa de quel mona che nol ga saltà!»

Parte la capitana delle Pression Star. Lancio da killer.

A metà pista un sobbalzo, la valvola salta ed esala l’ultimo respiro: PFFFFFF.

Poi la pentola impazzisce e punta dritta agli stinchi degli Adula…tori.

Il capitano avversario fa un salto da gatto fulminato, tirando un’imprecazione che fa tremare tre province.

Il giudice sentenzia: «Xe viva. La ga puntà a le gambe.»

Tocca agli Adula…tori.

La pentola parte a due all’ora.

Gli spazzolatori si buttano a terra come artificieri. Urlano, soffiano, sfregano, bestemmiano, incitano.

La pentola avanza di tre millimetri e poi si ferma.

«Xe strategia,» sputa il capitano. «Se la sta in mezo, i altri no pasa.»

Lancio finale.

La pentola delle Pression Star corre dritta. Sta per fare il colpaccio.

Poi non curva. Decolla.

Attraversa la pista, il corridoio e finisce nel parcheggio contro una Panda grigia.

SCLANG!

Silenzio.

«Xe punto tecnico capo?»

Il giudice, senza mollare il bicchiere: «No… xe punto e basta. E la Panda la gera za sfasada de suo.»

Finisce così: grasse risate, pentole, un’auto ammaccata e vino che scorre a fiumi.

Un’idea olimpica trasformata in un delirio collettivo a base di acciaio e divertimento applicato in quel bizzarro Nord-Est tra Isonzo e Timavo.

 

 

NOTE

Adula…tori
Nome reale della squadra.

Tòmica
Pentola a pressione.

Ćevapčići
Salsicce balcaniche ricche di aglio.

 

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