Mi sono sempre chiesto perché l'uomo si lasci sottomettere da un suo simile. Anzi, perché tanti uomini si lascino sottomettere da pochi loro simili. Non che la ricerca della risposta mi tolga il sonno, dopo tutto per me questa condizione è utile ed essenziale.

Sono un mafioso. Si, uno di quelli che sottomettono gli altri. Approfitto della naturale propensione che ha l'uomo a essere schiavo dei suoi simili e ne traggo un utile. La gente lavora, produce, guadagna, e io alla fine incasso. Mi prendo una parte del guadagno in cambio di un po' di aria fritta. La tranquillità, garantisco! A chi mi paga garantisco che non avrà problemi, nella stessa misura in cui a chi non mi vuole pagare garantisco che ne avrà, di problemi. Ma non mi prendo tutto, anzi, ho interesse che il mio "contribuente" possa continuare a contribuire, mi sembra chiaro. Se mi paga magari lo aiuto, gli mando clienti, gli trovo un socio con capitali freschi, oppure gli rilevo l'attività se intende ritirarsi; qualche volta anche se non intende ritirarsi. La mia coscienza? È a posto, perché dovrei essere preoccupato? C'è chi fa di peggio. Non parlo dei miei colleghi mafiosi, alcuni sono animali, decerebrati ottusi che portano la gente alla rovina e poi passano ad altre vittime, come se la catena fosse inesauribile. Io no, con me si ragiona, conviene a tutti. Secondo voi, perché il mio commercio di aria fritta va a gonfie vele? Perché non c'è chi propone qualcosa di alternativo; o se preferite, chi dovrebbe farlo non lo fa, fa il contrario. Lo stato, il mio alter ego. Se c'è un'attività produttiva che si potrebbe sviluppare, che dà lavoro, il mio alter ego che fa? La ammazza a tasse. E in cambio gli promette aria fritta: i servizi. E non glieli da neanche. Qualcuno mi dovrebbe spiegare che differenza c'è tra il pizzo che prelevo io e le tasse che risucchia lo stato. Io mi prendo una cifra sui guadagni, una percentuale. Anche lo stato si prende la percentuale e poi ci mette sopra le tasse indirette, le tasse di concessione, le accise, le marche da bollo, le penali, la mora, le sanzioni. Io presto soldi a chi ne ha bisogno, senza lungaggini, sull’unghia. Anche lo stato presta soldi. Si, dopo avervi messi in condizioni di averne bisogno, se riuscite ad accedere alle procedure ve li presta, tanto se poi non glieli restituite se li riprende, insieme a tutto il resto. Come me. Oppure, se avete bisogno di soldi e non volete chiedermeli, ci sono le mie sale giochi. Sono illegali, ma si vincono soldi, non cioccolatini. Anche lo stato vi fa giocare, se volete. Potete anche svenarvi, fare debiti per giocare, perdere tutto, lo stato non vi pone limiti, basta che paghiate. Io no, oltre un certo limite non vi faccio andare, non mi conviene. Con me è più semplice. Pagate? Siete a posto. Non vi serve neanche conservare la ricevuta, anche perché non ve la rilascio. Non pagate? Succede di rado, e di solito dura poco. Poi pagate. Vi conviene. Ma io rischio in prima persona, mica mi nascondo dietro una scrivania. Allo stato tutto sommato conviene che voi non paghiate... a lui. Se non pagate, prima vi avvisa (come faccio io) poi vi prende la casa, oppure la macchina (io faccio quasi lo stesso: ve le brucio) oppure vi fa fallire dopo avervi pignorato tutto e incassa quattro soldi per un bene di valore triplo o di più. Io, se non ce la fate a pagarmi, seppure a malincuore vi sparo, se non ce la fate a pagare lo stato voi vi sparate da soli. A ben riflettere svolgiamo la stessa attività, l'unica vera differenza è che io rischio la galera e lo stato no. E lui fa meno fatica. Ma dico io, vi sembra giusto? 

Tutti i racconti

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Il Mondo di Spazza 1/3

22 January 2026

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La formica

22 January 2026

La sera di San Silvestro la città sembrava impazzita. Bottiglie stappate col botto, risate sguaiate che rimbalzavano nei cortili, rumori che i “barbari”, come li chiamava lui, avevano l’impudenza di definire musica... Pareva ci fosse l’obbligo di essere felici. Claudio non sapeva che farsene [...]

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La Sfera 2/2

21 January 2026

Con voce dolce ma ferma, la ragazza iniziò a parlare in una lingua sconosciuta. All’inizio lui non capì, ma lei continuò con vocaboli diversi, fino a quando si espresse nel linguaggio del bibliotecario. Raccontò di quando venne rinchiusa lì, in un’epoca remota, per essere liberata quando fosse [...]

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Le mele di Cezanne

21 January 2026

Lidia camminava lungo via XX Settembre con passo leggero. Il profumo di caffè che usciva dai bar si univa al rumore delle scarpe sul selciato e il sole d’inverno si rifletteva sulle vetrine ancora ornate dagli addobbi natalizi. Si sentiva leggera, avvolta da una serenità rara che rendeva ogni [...]

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20 January 2026

La stazione spaziale gemeva come un animale ferito. I pannelli vibravano, le pochi luci rimaste tremolavano e il buio tornava a impossessarsi del mondo. Il vecchio bibliotecario avanzava lentamente nei corridoi metallici, portando con sé un tomo ormai sbiadito. Quando lo aveva trovato, si era [...]

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19 January 2026

Era la strada il problema. La strada con il suo continuo via vai di auto e tir. Quel maledetto rumore gli entrava nello stomaco e lo teneva sveglio. Andava a picchiare sul suo corpo dolorante infliggendo scariche che gli facevano contrarre le gambe e le braccia. Sentiva che erano quelle auto la [...]

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La falsità fa alzare gli indici d'ascolto

19 January 2026

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Tutto ciò che abbiamo

18 January 2026

Era ancora una bambina quando le dissi che in questo mondo la giustizia non esisteva. Le dissi che era solo una favola, come quelle con cui la facevo addormentare la sera, quando diventava buio. Lei abbassava gli occhi e annuiva. Era diventata una ragazza quando la luce sparì. Improvvisamente [...]

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Corona Di Volontà

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Nel giaciglio d’ombre delle lacrime, la mia pena vegliava insonne, e il corpo emaciato sbucava, tremula candela bianca, sul punto di spegnersi al fato. Ma dal caldo fuoco del cuore, più duro d’una rocca antica, s’innalzò favilla di brama in speme, che vinse la tenebra al soffio [...]

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Il motociclista

17 January 2026

Mentre guidava quella bellissima e potente auto, Mick fu attraversato all’improvviso dalla fantasia di un incidente mortale: un pensiero secco, inevitabile. Attorno a lui la regione si chiudeva in rilievi e boschi che si innalzavano da ogni lato, come se custodissero il senso ultimo del suo passaggio. [...]

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Bastano 5 minuti

17 January 2026

Parigi, novembre 2025. ”Quanto è frenetica, la vita.” Questo il primo pensiero di Martina, mentre alza gli occhi al cielo. Ventenne, nata e cresciuta a Torino, con la testa sempre altrove, sempre via, da un anno vive a Parigi dove studia Lingue in una prestigiosa università. A Parigi ogni giorno [...]

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