Eravamo io, mia sorella e i nostri due figli di tre anni ciascuno; stavamo visitando un bellissimo borgo alle pendici delle montagne abruzzesi, e tra un castello e un belvedere, dopo mezza mattinata, sentivamo tutti e quattro quel poco simpatico disagio che preme sulla vescica e risale nelle viscere fino al cervello dando alla gambe l'ordine di camminare tenendo chiusa la parte superiore delle cosce per impedire sgradevoli fuoriuscite che avrebbero comportato... Insomma ce la stavamo facendo sotto!
Mia sorella cominciò a guardarsi intorno convulsamente.
«Oddio Marì, devo fare pipì, ma non vedo neanche un bar nelle vicinanze».
«Anche io mamma, anche io devo fare pipì» aggiunse mio nipote dal suo passeggino, al quale si accodò mia figlia. «Anche io mamma, la pipìììììì».

E in effetti, ora che me la nominavano... «Mi sembra di aver visto un bagno pubblico sulla piazza principale, stiamo a due minuti, raggiungiamolo». Ci arrivammo in meno tempo, il disagio stava diventando un'emergenza. Lasciammo i passeggini in un parcheggio per motocicli e scendemmo le poche scale che ci portarono davanti a una specie di cabina ascensore. Due grandi porte metalliche ci diedero il benvenuto nel bagno pubblico del paese. Pulito, ordinato, dotato di tutti i comfort, e chiuso. Un pannello elettronico ci diceva che l'uso del bagno costava 20 cent. E che ci dava 3 minuti di tempo. «Tre minuti? E se uno deve fare quella grossa?».
«E che ne so, mette un euro!». Mia sorella spulciava nel portafoglio in cerca di monetine, io vidi un distributore di preservativi, un altro di boccette di gel disinfettante e alla nostra destra una seconda porta metallica, più grande, permetteva l'accesso a un bagno per disabili. «Però...» commentai colpita, «mica male! Sembra ben organizzato».
«Senti, per risparmiare metto 20 centesimi ed entriamo tutti insieme! Va bene? Tanto che ci vuole?».
«Ma io non credo che dopo tre minuti le porte si aprano da sole dai, ci sarà un modo...».
«Vabbè, vediamo». Infilò la monetina e la porta si aprì come un ascensore, entrammo nella cabina tutti e quattro, due adulte e due bambini, e la porta si richiuse dietro di noi con uno spettrale suono da laboratorio. Mi aspettai che il bagno cominciasse a salire o scendere, invece no, era solo una sensazione.
«Bene, chi comincia? La facciamo fare prima ai bambini?» chiesi. «Loro sembrano un po' spaventati, facciamola prima noi così prendono fiducia» rispose mia sorella.
«Vabbè vado io». Mi calai i pantaloni e urinai davanti al resto della famiglia. I bimbi si guardavano intorno spauriti; eravamo circondati dai pulsanti, uno grosso e rosso serviva per riaprire la porta dall'interno e dietro di me altri tre pulsanti di vari colori consegnavano gel e carta igienica. A proposito di carta igienica: «ma la carta?».
«C'è 'sto pulsante, magari ce la sputa fuori». Carla premette il pulsante verde, ma invece della carta uscì un rumore fortissimo, come di ingranaggi bloccati che stridono tra loro. Mio nipote si portò le mani alle orecchie e cominciò a gridare terrorizzato; mia figlia con un salto si schiacciò contro la parete della cabina e io e mia sorella imprecammo in tre lingue. «Ma che è? Un allarme? Tranquilli bimbi non è niente, è solo che la carta è finita e fa rumore perché... un momento» riflettei, «come sarebbe a dire che la carta è finita? Ditemi che abbiamo dei fazzoletti!».

Mia sorella scosse la testa in un'espressione tra il divertito e il preoccupato. «Io non ho niente. Abbiamo pure lasciato le borse dentro i passeggini. Controlliamoci le tasche!».

Io stavo sempre in precario equilibrio, col peso sui quadricipiti e il sedere all'aria. C'era solo una cosa da fare: «Apri la porta e corri a prendere dei fazzoletti!», proposi, non senza una certa dose di coraggio. «Ma sei sicura? E se fuori c'è gente?». Carla titubava, incerta. Incalzai: «Mi tiro su i pantaloni, tu corri che abbiamo solo tre minuti!». Schiacciò il pulsante rosso di "exit" e corse fuori. Per fortuna non c'era nessuno, aspettai. Il figlio le corse dietro perché era spaventatissimo e voleva uscire da lì il prima possibile, Carla recuperò i fazzoletti e corse di nuovo dentro, ma la porta non c'era modo di richiuderla. Una volta premuto il pulsante di uscita si sarebbe richiusa da sola solo passati i tre minuti. Mi pulii come meglio potei e finalmente mi rivestii dando sollievo alle gambe, poi chiesi: «Bene, chi è il prossimo?». Ma i bambini non ci pensavano proprio a fare i bisogni in quella trappola che ruggiva come un dinosauro in calore. «Vabbè faccio io» disse Carla, ma prima di accovacciarsi si accorse che il figlio era rimasto fuori e che anche la mia se ne stava andando con i fazzoletti in mano.

Eravamo di nuovo tutti fuori, ma non volevamo spendere altri venti centesimi, così dissi a mia sorella: «Corri dentro, non lasciarla chiudere!». Poi mi voltai e raggiunsi la bimba, a cui strappai i fazzoletti di mano. Mentre Carla stava guardando me con il braccio teso, pronto a ricevere i fazzoletti, si avviò di nuovo dentro al bagno, ma la porta, come l'affilata lama di una ghigliottina, cominciò a richiudersi, e Carla prima ci sbatté la faccia contro e poi rimase mezza incastrata tra le sue fauci metalliche, e non accennava a riaprirsi! Era inesorabile. Passati i tre minuti non esiste niente e nessuno che possa frapporsi tra lei e lo stipite, si chiude e basta. 

Afferrai mia sorella per un braccio e la tirai via con forza prima che potesse rimetterci metà del corpo. Mi sembrava quasi di aver udito il bagno emettere un suono di delusione per averle sottratto la vittima.
Carla iniziò a ridere ma era sbalordita. Mio nipote intanto piangeva e chiamava la mamma, credo che nella sua immaginazione lui l'abbia vista morire. Dall'interno partì lo sciacquone. Quella toilette ci stava insultando per esser state parsimoniose e poco organizzate.
«Mettiamo altri venti centesimi e fa' 'sta pipì» comandai. «Non ci penso proprio!» rispose Carla prendendo il figlio in braccio e scappando da quella grotta inquietante a velocità record.
«La farò in un bar, la faremo tutti in un bar!». E per risparmiare venti centesimi spendemmo dieci euro di consumazione.

Tutti i racconti

0
0
5

Il bagno pubblico

22 July 2026

Eravamo io, mia sorella e i nostri due figli di tre anni ciascuno; stavamo visitando un bellissimo borgo alle pendici delle montagne abruzzesi, e tra un castello e un belvedere, dopo mezza mattinata, sentivamo tutti e quattro quel poco simpatico disagio che preme sulla vescica e risale nelle viscere [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
3

QUANDO IL MITO INGANNA LE PAROLE

Falsi Etimologici

22 July 2026

Usiamo spesso dei termini saturi di mitologia senza saperlo, ma altrettanto spesso usiamo parole delle quali siamo certi provengano da un determinato “antico” dato, quando in realtà non è così. Ho riunito in un breve excursus tre “falsi etimologici d’autore” ai quali sono personalmente legata. [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

6
7
27

Io boomer

21 July 2026

I mancini si sono visti legare la sinistra alla sedia e hanno dovuto imparare a scrivere con la mano destra senza che i genitori si sognassero di rivolgersi al giudice per cacciare la maestra, ma col vantaggio che crescevano ambidestri e ti potevano menare con entrambe le mani a richiesta. Siamo [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • An Old Luca: Vespa!
    Non vedo l'ora di COSTRINGERE i miei figli a leggerlo...😄

  • Teo Bo: I Pink Floid che galleggiano sulla laguna... che generazione! Like.

6
7
36

Le B-Roll Girls, il parcheggio occupato e il digiuno intermittente

La storia è vera, parola per parola. Solo i nomi, per ovvi motivi, sono stati modificati.

Miu
21 July 2026

Prima dell’era Furio, prima di Skyfall, prima del secondo dito e delle prove trasformate in addestramento psicomotorio, per le B-Roll Girls ci fu l’era Pia, la precedente maestra con il suo digiuno intermittente. La maestra Pia, una quarantacinquenne riccia, rossa di capelli, secca, perfettina, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

7
7
46

La commessa

Un giorno di ordinaria routine

20 July 2026

Il mio superpotere non è volare. È guardare in basso. Dal Martedì alla domenica, dietro la cassa del negozio di souvenir nel centro storico di Alghero, io radiografo i piedi del mondo. Con il sole di agosto che spacca le pietre e l’aria condizionata a palla, il mio copione è sempre lo stesso: schiena [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Dax: ci ho messo 1/2 racconto per capire che la protagonista fosse una ragazza/donna. [...]

  • An Old Luca: Bell'inizio del PremioChinotto!
    like.

3
5
23

IL SUONO DELL'ACQUA

IN DIALETTO PIEMONTESE

20 July 2026

Tema: Traduzione in dialetto piemontese LA VÒS DËL L’AIGA A scòta, për piasì, la vòs dë l’aiga, ch’a sussùra segreti ant ël mormòri pian, tra ròche veje e foje che a balla, a porta stòrie ëd mond ch’a son an scondù al còr ch’a crèd. A scòr neta, frèida, com’un arfóm, n canzòn d’etërn ch’a [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
79

Murales 3/3

19 July 2026

Quando Elisa ebbe finito di esporre la sua idea, il padre rimase senza parole. Quella che lui riteneva ancora, una bambina scriteriata gli stava offrendo su un piatto d’argento un progetto unico e fattibilissimo. L’immagine delle strade tappezzate di testi musicali lo attraeva, forse si poteva [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Rubrus: Conosco un paio di borghi affrescati. In realtà le difficoltà [...]

  • Rubrus: PS: Sono andato a fare una ricerca, senza pretesa di esaustività: si [...]

25
27
179

AKUM Saga

Microstriscia sci-fi in tre episodi

19 July 2026

Episodio I: Akum Z Dopo due anni di guerra, il governo terrestre si è arreso ai Miken. Il Progetto Z non è bastato. Ci temevano, ci chiamavano "mietitori", ma alla fine la tecnologia aliena e le enormi risorse del nemico hanno prevalso. Mi cercano. Devo salvare Akum, fuggire. * Episodio II: [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Lawrence Dryvalley: Grazie del like Dax! Ma... bho in che senso? 😅

  • Dax: Bho perché mi pare il riassunto di un racconto che non ho letto...😊

3
2
73

Murales 2/3

18 July 2026

Terminate le lezioni, i giovani si dispersero nella piazza in cui stazionavano i vari autobus che li avrebbero condotti ai rispettivi paesi. Elisa e Vincenzo rimasero in attesa di altri compagni del loro stesso borgo. Il loro autobus sarebbe partito fra venti minuti. Nell’attesa erano seduti ai [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

2
1
28

Sull'eros in fiore

18 July 2026

Occhi non avevo che per quel golfino rigonfio suo nero e la bocca pensavo mia sul turgido seno. A lei dintorno che sull'amàca stava scia lasciavo io là come lumaca. Tu mi garbi mi conturbi e con te farei assai tardi la notte tutta a consolarti per averti poi sotto ulivi sempreverdi [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Dax: Bello. mi è garbata tanto l'ultimo poema. Like

3
5
92

La foresta

17 July 2026

L’oasi era quasi vuota. Qualche auto nel parcheggio sterrato, una bicicletta appoggiata vicino alla staccionata e un cartello della LIPU mezzo scolorito dal sole e dalla pioggia. Di quelli che cercano di spiegarti quali uccelli potresti vedere, anche se poi, alla fine, non ne riconosci quasi mai [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

3
3
80

Murales 1/3

17 July 2026

La seduta del consiglio comunale prevista per le ore 16 del 25 settembre era in pieno svolgimento. Erano arrivati, dopo tre ore di dibattiti, a una situazione di stallo. Il sindaco e i suoi assessori erano fermi su una linea di condotta, mentre l’opposizione ribadiva la sua contrarietà alla proposta [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

Torna su