Oggi alla mensa della Caritas c'è più gente del solito, sono i nuovi poveri che per qualche giorno vengono a mangiare con noi. Ne conosco tanti, nei primi giorni sperano ancora che le cose si aggiustino ma ben presto si rendono conto che le cose non cambiano, se non tentano il suicidio continuano questa vita con la disperazione dipinta sul volto. Tante solitudini, ognuna chiusa in se stessa, pochi hanno voglia di parlare, meglio tacere e chiudere il dolore dentro di se.

Mi metto in fila davanti al banco dove vengono distribuiti i piatti di pasta calda e a volte saporita. Non oggi. Oggi in cucina vedo Mario, e non sa fare nulla, ma è un volontario sempre attivo e presente. So già che mangerò male ma almeno la pastasciutta è calda. Prendo il vassoio e vado a sedermi in fondo alla panca dove c'è un posticino libero vicino ad Alberto, quello che non parla mai, così non dovrò sforzarmi a rispondere.

Vi state chiedendo chi sono. Nessuno, non sono nessuno. Non sono un uomo e nemmeno una donna. Sono uno dei tanti fantasmi che dormono sotto ai portici avvolti nei cartoni e vecchie coperte lacere. Davanti al mio giaciglio ho messo una ciotolina di plastica e a volte capita che qualche anima buona lasci cadere una monetina. Non si sprecano, le monetine sono sempre piccole.

Mentre mangio lentamente per farla durare di più, guardo gli altri fantasmi seduti intorno a me, tutti uguali, infagottati nei loro cappotti, giacconi e sciarpe. Tengono stretto ogni loro avere per paura dei furti frequenti nell'eterna lotta per la sopravvivenza, la guerra tra poveri senza pietà e senza scrupoli.

Porto il piatto vuoto nel bidone dei rifiuti ed esco sulla strada. Detesto camminare in mezzo alla folla, mi sento sporca e la gente storce il naso, perciò preferisco le viuzze strette e deserte. Vado nel parco dove le panchine accolgono molti di noi. Il sole è gratis e riscalda tutti senza distinzione. Su un'altra panchina vedo Pietro. Sono mesi che non si fa vedere. Ha l'aspetto stanco e malato. L'avevo incontrato la mia prima notte sotto le stelle, ero triste e sconsolata. Piangevo e non sapevo che fare. Lui mi ha presa per mano e mi ha aiutata a superare la notte nei suoi cartoni dove ho dormito tranquilla. Senza di lui sarei morta. Nei primi tempi mi portava in giro e mi mostrava come elemosinare senza perdere quel rimasuglio di dignità che mi era rimasta. La notte tornavamo nel suo rifugio, dividevamo il poco raccolto e dormivamo negli stessi cartoni e stracci di coperte. Un giorno una signora mi regalò una meravigliosa trapunta. Un vecchio piumone leggero e caldo e logoro, se aveva qualche buco poco importa, era caldo e comodo e copriva tutti e due. Pietro non si avvicinava mai a me e non mi ha chiesto mai nulla in cambio dei favori. Lo faceva con generosità senza secondi fini. Un giorno è sparito senza dire nulla, lo avevo cercato in ogni dove, nessuno sapeva dove fosse finito. Non sapevo nulla di lui, del suo privato segreto e misterioso e non mi ha mai chiesto nulla della mia vita.

E adesso sta li immobile su quella panchina al sole. Ni avvicino e lo chiamo piano <<Pietro, Pietro come stai?>>

Non risponde. Lo tocco piano sulla spalla e cade o meglio scivola sulla panchina. Mi rendo conto che non c'è più nulla da fare. Mi guardo intorno in cerca di aiuto e vedo i due vigili cha pattugliano questa zona del parco, controllano che non ci siano i bulletti a infastidire le persone. Li chiamo <<Venite qui per favore>>

<<Che c'è>> chiede uno

<<Credo che Pietro sia morto>> Si accertano e chiamano l'ambulanza, <<Dove lo portate?>> chiedo ansiosa

<<Al Maria Vittoria, per l'autopsia. Dobbiamo sapere di cosa è morto.>>

<<Vorrei stargli vicino all'obitorio, anche se non siamo parenti>>

<<Può venire, l'obitorio è libero. Era il suo compagno?>>

<<Poteva essere mio padre, mi ha salvato la vita, mi sento in debito>>

Capiscono. Miracolosamente capiscono e mi permettono di salire sull'ambulanza fino all'ospedale. Stanotte dormirò su una sedia del pronto, perlomeno starò al caldo.

La foto di Pietro è su tutti i giornali e anche alcuni tg ne parlano, ma non si presenta nessuno.

Il referto dice che Pietro è morto di stenti, non mangiava da chissà quanti giorni.

Al funerale ci sono io dietro al feretro e alcuni amici che hanno fatto una colletta per comprare un mazzo di fiori.

 

 

 

 

 

Tutti i racconti

3
2
28

Marta

21 March 2026

Marta era meravigliosa, eterea come un piumino e profumata di vaniglia. Era una psicologa e soffriva di una minuscola distrazione cronica: dava appuntamento a tutti alla stessa ora. I pazienti arrivavano puntuali e si ritrovavano seduti in cerchio a guardarsi perplessi. Lei, imperturbabile, prendeva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Mi sembra del tutto coerente con l'ironia ed il sapiente uso [...]

  • Riccardo: piaciuto!
    benvenuto/a su ldm
    un suggerimento se ti va, sul nick..personalizzalo [...]

4
4
55

L’amore che resta

Capitoli 3 e 4

21 March 2026

Capitolo 3 - Quando ho compreso che non potevo proteggerlo da tutto Le paure vere arrivarono con degli scatoloni. Avevo smontato una casa e rimontata un’altra, credevo che il difficile fosse finito. Il giorno dopo andai a prenderlo. Entrò. Guardò la stanza. Appoggiò lo zaino e dormì lì. Rimase [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
2
87

La casa di fronte

20 March 2026

Il sole quella mattina cadeva obliquo sulla facciata della casa dall’altra parte della strada. Abbandonata ormai da tanto era stata acquistata da una signora, o meglio solo metà della casa, l’altra era di proprietari differenti. Ricordo ancora quando, da piccolo, vidi le fondamenta con i ferri [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

4
3
91

La via del sogno

20 March 2026

Alle prime luci del mattino, il compositore ungherese quasi centenario sedeva accanto al suo pianoforte, le mani tremanti sfioravano i tasti. Diceva sempre che la musica gli arrivava nei sogni: melodie complesse e armonie inattese lo visitavano come presenze discrete, ma al risveglio spesso ne [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
6
160

Croci senza nome 3/3

19 March 2026

«Plotone attenti!» Nel silenzio irreale del bosco, sotto il fogliame che lasciava trapelare fasci di luce, un gruppo di persone assisteva incredula a un evento che li avrebbe segnati per tutta la vita. Le madri fecero girare la testa ai bambini affinché non vedessero. Anche gli animali tacevano, [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: Dax= poi sarebbero scesi al suo livello, comunque in seguito nel prosieguo [...]

  • Dax: Bene....se lo merita.Like

5
6
166

Ritorno a Santadi

19 March 2026

Oggi sono tornata nella casa dei miei nonni. Non ci entravo dall’ultimo compleanno di mia madre, l'ultimo che abbiamo festeggiato tutti insieme. Appena varcata la soglia, un’onda di ricordi mi ha investito: ogni angolo evocava memorie, ogni stanza era un piccolo frammento di passato. La cucina [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
6
166

PER NON DIMENTICARE

18 March 2026

Era giorno di mercato a Plaza Iturriondo e già alle prime luci dell'alba , i vecchi carretti arrivati dalle campagne vicine animavano le stradine del piccolo centro. Il frastuono degli zoccoli sul selciato, il vociare dei contadini e dei mercanti che allestivano le loro modeste bancarelle , i primi [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Daniele Turrini: Sono felice se queste poche righe siano lo spunto per una riflessione più [...]

  • Dax: Un racconto evocativo e ci si chiede perché? Perché distruggere? [...]

4
3
161

Croci senza nome 2/3

18 March 2026

Il vecchio contadino, Cosimo Sellitti, fermò i due ragazzi che scappavano. «Indossate la divisa ed è difficile nascondervi. Siete disertori? Perché scappate?» «Non siamo disertori, ma loro credono di sì. Siamo solo andati in paese per bere un po' di vino, poi abbiamo smarrito la strada del ritorno [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Dax: Bello. Il capitano è un idiota. A gente così dovrebbero togliere [...]

  • Lo Scrittore: purtroppo non è un caso isolato, all'epoca questo comportamento [...]

4
2
161

Croci senza nome 1/3

dal mio libro " Il Bosco delle tre croci"

17 March 2026

Il “Bosco delle Tre Croci” era stato, un tempo molto lontano, un luogo di frequentazione e di incontri. Un luogo ameno dove la gente del posto andava volentieri. In quel tempo non si chiamava così, era semplicemente “il bosco”. Al suo interno vi si andava in cerca di funghi. I ragazzi tra gli [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Grazie Lorenzo per questa bella pagina.
    To be continued...

    Imperversa [...]

  • Dax: Intenso....la prima guerra mondiale ha visto i nostri generali inetti e disumani. [...]

2
6
322

Com'è bello amare!

Una breve considerazione riguardo all'amore.

17 March 2026

Amare è un'esperienza che trascende il tempo e lo spazio, un sentimento profondo che può trasformare la vita di ciascuno di noi in modi inimmaginabili. Quando si ama, si apre il cuore, si mettono da parte le paure e si accoglie l'altra persona con tutte le sue imperfezioni. È come abbracciare [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

3
4
833

C’era una volta un bambino di nome Tommaso

16 March 2026

C’era una volta un bambino di nome Tommaso che viveva in un piccolo paese circondato da piantagioni d’uva. Era curioso come pochi e faceva domande su tutto. "Perché il cielo cambia colore? Perché il pane cresce in forno? Perché il nonno dice che il tempo aggiusta ogni cosa?” Un giorno, nel vecchio [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lo Scrittore: La vendemmia, in assoluto la più bella manifestazione del mondo agricolo. [...]

  • U2108: Da ragazzo ho partecipato attivamente alle vendemmie, pigiando l'uva con [...]

4
3
190

The Rhinoceros in the room

La rilevazione

16 March 2026

Erano giornate difficili, piene di tensioni. Parole non dette, frasi sussurrate, telefono sempre tra le mani. Assenze troppo impreviste e impegni di lavoro confusi. Sara sapeva che qualcosa stava rovinando il loro matrimonio da un po' di tempo, ma sperava che tutto si potesse sistemare. Sperava [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Miu: Un racconto che non parla di sentimenti astratti, ma dell’ingombro concreto [...]

  • Lo Scrittore: la dimostrazione di quanto le parole possano essere pesanti, ingombranti e [...]

Torna su