Bentornata Madonna Primavera
We want peace!
che di prima mattina mi accogli nei pressi del giardino ancora spoglio al canto di un usignolo, forse in attesa di una rondine amica.
Marzo pazzerello.
Aprile, ogni goccia un barile.
Maggio, vai adagio.
Giugno allarga il pugno con la falce. 
Di verdi gemme  che ora si rispecchiano nel  ruscello con le ghiaie e i sassi rossastri rivestiti di muschio.
Il sole fa capolino fra i rami di robinia, rovere e faggio, mentre la poiana si alza alta nel cielo.
Lo sfrigolio del ramarro nella siepe pare il rifuggire della vipera già desta, un' altra presenza di questa fauna quasi selvaggia.
Voglio attraversare a piedi nudi
tra le vicine sponde questo rigagnolo d'acqua sorgiva
come fossi salamandra che vive felice, innocua e disarmata, nel fresco sottobosco, lontano da guerre anacronistiche e aspri combattimenti, vicini e lontani, che trasudano misera e autodistruzione.
E interi popoli alla fame, verso dilanianti prospettive di povertà in alternativa  a laceranti ferite, o alla morte spietata che non perdona, per blasfemi interessi; non risolti da fisiologici e provvidenziali interventi diplomatici volti sempre a possibili alleanze, sanare contenziosi, diatribe e liti.
Solo così potrei pensare che nel vedere il suo anfibio manto nero maculato di gialle esplosioni, sia la bellezza naturale di un mondo innocente e interiormente stabile.
E già germogliano le ortensie, non ancora variopinte coi propri intensi colori che rifuggono da tragedia e dolore umano cercato ma per questo motivo completamente incomprensibile.
Vogliamo che si elevino musica e canti di pace.
We want peace!


(©® Giuseppe Patellaro (™)

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