Era quasi l'una di notte e quel martedì di fine gennaio erano rimasti in pochi al club Ammiranapoli.

Inerpicato sulla collina di Capodimonte, il locale, dalle ampie vetrate della sala da ballo, offriva una vista mozzafiato, con Capri sullo sfondo e le luci della città che arrivavano fino alle navi da crociera che affollavano il porto. Un panorama che riempiva il cuore di un concreto senso dell'infinito come solo le vedute marine sanno fare.

Mario Iovine - per gli amici, Marittiello 'o ragiunier - stava in un angolo oscuro della sala stravaccato su un divano mezzo addormentato per effetto dell'alcol.

Dopotutto la serata non era andata così male.

Dopo l'aperitivo a piazza Bellini con il suo amico Antonio avevano conosciuto due ragazze che, a loro volta, li avevano presentati ad altre amiche, tra le quali Mario aveva riconosciuto Patrizia, sua vecchia compagna delle elementari. Lasciando il resto della comitiva in giro per il centro, Mario e Patrizia decisero di recarsi insieme al night più in voga di Capodimonte.

Il locale era gestito dal commendator Martucci, un uomo di dubbia reputazione che in passato era stato più volte accusato di violenza sessuale.

Martucci, di cui Mario era il commercialista, lo aveva convocato all'improvviso quella sera, ordinandogli di raggiungerlo al club.  

Mario, che si era dedicato a Patrizia con la speranza di organizzare qualcosa per la serata, messo alle strette dal suo cliente aveva salvato capra e cavoli convincendo l'amica a seguirlo.

Patrizia quella sera era davvero affascinante con i suoi magnetici occhi verdi e l'elegante perfezione dei suoi lineamenti ereditati dalla mamma russa. Qualsiasi maschio alfa di razza umana le fosse transitato intorno avrebbe avuto una botta di testosterone tale da trasformare il più virtuoso tra gli uomini in un individuo guidato dai meno nobili tra gli istinti.

Ma Patrizia dove era finita? Se lo chiedeva il nostro Marittiello, guardandosi intorno nell'oscurità di quell'angolo tranquillo e tenendo ancora stretta in mano la bottiglia di champagne che gli aveva regalato il commendatore.

Doveva essersi addormentato perché qualcosa non quadrava, anzi non era nemmeno sicuro di aver incontrato Patrizia...

Aprì il telefono e vide i selfie: lui e Patrizia sulla sua moto lungo i tornanti dei Ponti Rossi.

Con grande sforzo si alzò in piedi e si diresse verso i bagni.

Lucido non lo era affatto ma lo divenne in un attimo quando, mentre stava richiudendo la zip dei suoi jeans, sentì chiara la voce di Antonio Impastato, l'antipaticissima guardia del corpo di Martucci: "Mannaggia ‘a marina, amm scavà nu fuoss e s’è mise pure a chiovere…"

Evidentemente il gorilla era al telefono, perché allontanandosi dalle toilettes continuò dicendo: "M'arraccumann Viciè, piglia ‘a pala ca senza che jamm luntano ’sta piccerella l'atterramm dint 'o bosc."

Mario ebbe un brutto presentimento.

Aspettò in silenzio che quell'essere spregevole, quel viscido ruffiano, si dileguasse e incominciò a tempestare Patrizia di messaggi whatsapp.

La doppia spunta rimaneva tristemente grigia…

La sua inquietudine cresceva, alimentata sinistramente dai ricordi di quella serata che incominciavano a riaffiorare sfidando la nebbia che avvolgeva la sua testa dolente per i postumi della sbornia.

Un messaggio scritto da Patrizia lo tranquillizzò: "Scusami Marittiell, ma tu dormivi e io sono tornata a casa in taxi… e sto per addormentarmi… ti chiamo domani", seguìto da un cuoricino pulsante.  

"Menomale!" si ripeté a voce bassa Mario. Prima di imboccare veloce l'uscita, allungò 5 euro a Irina, la guardarobiera ultrasexy.

Il suo chiodo da biker stava appoggiato su una stampella, nascosto da un foulard leopardato, e Irina glielo restituì con un sorriso complice. Quel bel ragazzo le piaceva e lei se lo sarebbe già portato a letto, ma il commendatore era diventato così asfissiante nella sua malata gelosia che non si sarebbe fatto sicuramente scrupolo di rivenderla al suo vecchio amico Sasha, magnaccia di professione, se solo avesse avuto il minimo sospetto che lei e Mario…

La sua Ducati nera gli regalò un ruggito potente e Mario calò la visiera del suo casco integrale, abbandonandosi alla dolce musica dei sanpietrini accarezzati dai pneumatici che con il motore in folle rotolavano lentamente verso casa.

Arrivato a piazza Ottocalli, tormentato dai dubbi, accostò al marciapiede per rileggere il messaggio di Patrizia. Qualcosa non lo convinceva...

Lui e Patrizia, sin da quando si erano incontrati intorno a Port'Alba, si erano chiamati per cognome, come si usa tra antichi compagni di scuola, e solo dopo aver deciso di andarsene insieme alla chetichella avevano incominciato a chiamarsi per nome. Lei non avrebbe mai usato il termine “Marittiell”... E poi quella strana telefonata captata nella toilette e infine quel foulard maculato che assomigliava tanto a quello di Patrizia!

Uno stridio di freni lo fece sobbalzare timoroso.

“Documenti, giovane!…” lo apostrofò un'allegra voce amica.

“Antò, sii tu?”

“C'ho il turno di notte… nun t'arricuord?”

“A te stev pensann” e in trenta coincitati secondi espose all'amico Antonio Papoff, sovraintendente della Polizia di Stato, tutti i suoi cattivi pensieri…

Antonio scambiò un‘occhiata col collega e gli disse: “Come lo chiamano Arturo Esposito, il tipo che abbiamo controllato pochi minuti fa?”

“Vicienz capa pazza, pregiudicato, accusato di tentato omicidio…” gli rispose solerte il suo compagno di pattuglia.
“Andava al locale di quella grande lota (¹) del tuo cliente. Marioo… te l'ho sempre detto che Martucci è pericoloso”.

“Andiamo… veloci… attacca la sirena e chiama la centrale” ordinò al guidatore della volante.

“E tu” disse rivolto a Mario, “ritornatene a casa, è gente che fa paura!”

“Manco per sogno” gli rispose Mario, sgasando con il suo Monster 1000.
L'auto della polizia, per quanto andasse a tavoletta, non riusciva a raggiungere la moto di Mario, che si era lanciato in una corsa disperata perché non si voleva arrendere alla tragica realtà che si stava delineando.

Giunse nel piazzale del club in una manciata di secondi, avendo fisso negli occhi il volto di Patrizia.

E così, tremante, quasi senza più speranza, si affidò, promettendo una futura vita santa, al Volto Santo di Gesù, il cui Santuario era vicinissimo.

Da una viuzza laterale sul retro della costruzione, un Suv giallo, con alla guida il tirapiedi del commendatore, si muoveva a fari spenti verso la strada principale.

Senza paura Mario gli si scagliò addosso con la potenza del suo motore e con la veemenza di chi vuol allontanare dal proprio cuore ogni possibile senso di colpa per aver, seppure involontariamente, procurato l'irreparabile.

Sporgendosi dal finestrino del fuoristrada, un uomo sparò un solo colpo verso Mario…

Quella sera, sui volti non ci furono lacrime, ma solo tanta gioia.

I due pregiudicati e il boss vennero arrestati. Mario non subì danni e nel bagagliaio fu ritrovata Patrizia, miracolosamente ancora viva.

 

(¹) essere spregevole

Tutti i racconti

0
0
4

Il pianeta Ombra 1/4

23 February 2026

La prima volta che osservò davvero un’eclissi totale di Luna era passata da poco la mezzanotte. Aprile dell’anno 20.000 d.C. — o così gli piaceva pensare, perché il tempo, a quell’altezza del cielo, perdeva significato. Se mai fosse capitato a qualcuno di assistere a un’eclissi di Sole, avrebbe [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

1
0
6

Patrizia

Graziati da un insolito destino in un piovoso giorno di Gennaio sotto il cielo di Napoli

23 February 2026

Era quasi l'una di notte e quel martedì di fine gennaio erano rimasti in pochi al club Ammiranapoli. Inerpicato sulla collina di Capodimonte, il locale, dalle ampie vetrate della sala da ballo, offriva una vista mozzafiato, con Capri sullo sfondo e le luci della città che arrivavano fino alle navi [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

0
0
3

L'acchiappasogni - 2/2

23 February 2026

Tornato a casa racconto tutto a mia moglie. Lei crede che io abbia comprato un altro tablet e la stia prendendo in giro. Quando capisce che non è uno scherzo, non dice niente, ma il suo sguardo esprime molto chiaramente il suo pensiero che è possibile riassumere in “ho sposato un idiota”. Sento [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
4
24

Antropologia del Potere (3/3)

22 February 2026

Una sera, molti anni dopo, l’uomo si ritrovò di nuovo a letto, nello stesso dormiveglia di quella notte lontana, la notte della prima visita. La stanza era diversa, più grande, più lussuosa, ma la sensazione era identica. Sentì un odore di polvere. Aprì gli occhi. Il diavolo era seduto ai piedi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: come in tutte le parabole della vita, nascono, crescono, arrivano al culmine [...]

  • Italo Prato: Bravo! Hai descritto con eleganza una situazione mondiale che molto probabilmente [...]

4
4
36

Dove finiscono le paure 2/2

22 February 2026

"Padre; potrò ritrovare lei se vado in paradiso?" poi continuò "La amo più adesso che non c'è di quando era in vita! Questo mi devo far perdonare, ma non da nostro Signore, da lei!" Il prete lo guardò con tenerezza, fluttuando tra il dirle la verità e perpetuare la bugia del paradiso. Forse decise [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: triste, vero, inevitabile. Like

  • Lo Scrittore: tutta la storia raccontata con delicata leggerezza, argomento reale descritto [...]

4
5
32

L'acchiappasogni - 1/2

22 February 2026

Spesso ho il sospetto che, mentre di notte dormo beatamente, un altro me si dia da fare in avventure che io non vivrei. L’espressione “cose che non sognerei mai di fare” è poco indicata nel mio caso. Purtroppo, per quanti sforzi faccia al risveglio, raramente riesco a ricordare cosa ho sognato; [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: intrigante. like

  • Lo Scrittore: intrigante, chi non vorrebbe ricordare tutti i sogni, forse sarebbe meglio [...]

2
3
26

Antropologia del Potere (2/3)

21 February 2026

Al mattino l’uomo si svegliò solo. Nulla era cambiato nella stanza. Eppure, da quel giorno, nessuna decisione importante fu presa senza passare — in qualche modo — attraverso il suo giudizio. Egli non imponeva il comando, ma tutti consideravano il suo giudizio importante; dalle decisioni più semplici [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

2
2
117

Messaggio dalla Morte

21 February 2026

Nessuna pietà né giustizia per il nemico. Solo paura. Solo dolore. Poiché sono bestie a cui poco o nulla importa della vita altrui. Io sono La Morte, vengo a pareggiare i conti con voi che la decretate quasi fosse niente. Mi abbatterò su di voi. Oppure entrerò dalla porta principale bussando [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like
    vorrei dire basta... ma poi mi accorgo che anche le mie ultime piccole [...]

  • Riccardo: sono la Morte e porto corona, io son di tutti voi signora e padrona (cit) ⚖

3
3
93

Dove finiscono le paure 1/2

21 February 2026

Era stanco, davvero tanto stanco; era vecchio si diceva, e sì lo era. Ormai solo da anni, non si era mai abituato a quella solitudine; non gli piaceva sentirsi solo. Eppure eccolo lì, a guardare il soffitto di quella camera che non gli piaceva, troppo asettica, ma d'altronde che ci poteva fare: [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

2
3
302

Antropologia del Potere (1/3)

20 February 2026

Vi racconterò la storia di un uomo. Non vi dirò il suo nome, né la sua età, né il lavoro che svolgeva. Non importa nemmeno se fosse nato in questo paese o altrove. Tutto ciò che serve sapere è il suo stato: una nevrosi avanzata, forse già pazzia, certamente una forma di degenerazione morale che [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Dax: Un vero politico....Like

  • Lo Scrittore: hum! gatta ci cova, personaggio riconoscibile in vari elementi del potere, [...]

3
2
167

Il Potere della Coccinella

20 February 2026

Voglio raccontarvi una storia “spaventosa”. È la storia di una bambina che aveva paura di tutti gli insetti e quella bambina sono io, Annabella. Fino a poco tempo fa infatti ne ero terrorizzata. Se avessi visto una formica, una farfalla o un qualsiasi altro insetto, fuori o dentro casa, sarei [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Paolo Ferazzoli PRFF: I like.
    Si cresce aprendosi al mondo coltivando buonsenso ed ottimismo.
    Adelante [...]

  • Riccardo: beh, osservando i ragni che tessono la tela, è uno spettacolo!
    un [...]

4
3
228

L'ordine abituale delle cose

20 February 2026

— E quanto costa? Era il più giovane dei due a parlare. L’altro teneva lo sguardo fisso sulla mercanzia senza mostrare un vero interesse. — Facciamo dieci euro e le regalo questa agenda dell’anno scorso. — Rispose la vecchia dietro al banco di legno pieno di cianfrusaglie, sorretto da due cassette [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: Si direbbe un mercatino di memorabilia delle dittature comuniste; mi risulta [...]

  • Riccardo: benevenuto su ldm
    scritto molto particolare, colbacchi, la Prinz che tradisce [...]

Torna su