Come ogni anno, al termine della scuola i nostri genitori ci convocavano nel salone nella nostra casa.

Ciò accadeva per il "discorso di rito”.

Esattamente ogni anno, da cinque anni a questa parte, ogni Venerdì, alle ore 10 del mattino.

Solitamente, consisteva nel congratularsi con noi per i traguardi raggiunti nella formazione scolastica e per indicarci quale sarebbe stata la meta delle vacanze estive.

Io e la mia sorellina eravamo ormai preparate.

La mattina stessa ci alzavamo di buon’ora per fare in modo che nessun ritardo provocasse scossoni nella abitudinarietà dei nostri genitori. Questa sorta di rituale infrangibile aveva coinvolto anche noi ragazze, sebbene in maniera lieve essendo solo ascoltatrici, ma rispettando appieno e sempre tutte le scelte dei nostri.

 

La nostra casa, molto grande, era situata nello Yorkshire, una regione verde dell’Inghilterra.

E anche il nostro giardino, curato in maniera egregia dal maggiordomo Oliver, rispecchiava la natura esterna nelle sue formi più entusiasmanti.

Posso anche dire che siamo una famiglia facoltosa, con bei vestiti e bella macchina. Abbiamo anche un cane, Black.

Nostro padre fa parte di un gruppo industriale assai potente nella regione, nel settore minerario.

Veste sempre di nero e, per chi non lo conosce, incute timore e rispetto. Ma poi quando lo conosci meglio ti innamori di lui, non solo per l’aspetto fisico, ma anche per le doti intellettive che possiede.

Quando ci tiene a cavalcioni, una su un ginocchio e una sull’altro, il suo volto spesso si distende facendolo ringiovanire.

Lui aveva qualche anno in più della mamma quando si sono uniti in matrimonio; inizialmente non d’amore a detta della nonna, ma solo per unire due famiglie importanti. Poi però la dolcezza della mamma e l’intelligenza del papà crearono un legame così solido che sfiderei chiunque a dire il contrario.

La mamma invece è una donna minuta, con un volto così materno che fremo al pensiero di quando ero infante e con un occhio fissavo il seno che mi dava nutrimento e con l’altro guardavo il suo volto rassicurante.

Minuta, ma altrettanto determinata. Come si dice, un grande uomo lo è, quando ha al suo fianco una grande donna.

Abbraccio questa tesi.

 

Quella mattina fummo come sempre puntuali, anzi con cinque minuti di anticipo.

La preparazione di noi ragazze era sempre così accurata che il tempo volava senza che potessimo accorgersene.

Adoravamo, io e la mia sorellina, specchiarci e volteggiare con i nostri vestitini a fiori, intonando canzoncine allegre e fischiettando motivetti quando eravamo al massimo della trasgressione.

Giunti nel salone grande ci accomodammo sul divano di pelle marrone con le gambe giunte e le mani posate sulle ginocchia. I nostri genitori arrivarono pochi istanti dopo.Percepimmo subito che c’era qualcosa di diverso dal solito. I volti erano meno distesi del solito e la parte relativa alla nostra promozione scolastica fu saltata di pari passo.

Nostro padre iniziò e finì il discorso: "Ragazze: quest’anno io e la mamma non potremo trascorrere le vacanze insieme a voi. Impegni di lavoro mi terranno occupato per buona parte di questo periodo e la mamma dovrà essermi affianco. Vi accompagneremo dalla nonna Brigitte in campagna e lì vi tratterrete un mese. È anche un’occasione per  farle compagnia, essendo rimasta vedova da un anno del nonno Henry".

Capimmo. Non provammo a ribadire neanche la decisione.

Partimmo due giorni dopo.

 

La casa della nonna era molto più modesta della nostra, ma non meno confortevole.

Inoltre fu talmente felice di poterci avere li con lei che non stava più nei vestiti.

Ci assegnò le nostre camere da letto separate, sia io che la mia sorellina le domandammo se potessimo stare unite, in modo da poterci fare compagnia e magari la sera chiacchierare fino a quando la nonna ce lo permettesse. Un attimo dopo, fummo accontentate.

Quella sera, dopo l’arrivo, dormimmo come dei ghiri.

La mattina venimmo svegliate da un profumo così invitante di marmellata e burro con latte e biscotti,che volammo letteralmente fuori dal letto, gareggiando a chi arrivasse per prima al tavolo.

La nonna, richiamando la calma in un impeto di autorevolezza, non poteva celare il volto sorridente, avendo due come noi che animavano la casa, facendola sentire ancora viva e importante per qualcuno.

Aveva sofferto molto la perdita del nonno, ma lei era una tipa battagliera e aveva reagito in maniera davvero egregia.

Cercammo così di organizzare le giornate di vacanza insieme a lei.

Essendo molto coscienziose, non ci sottraemmo alle pulizie della casa come neanche in cucina o in giardino. Certo, non eravamo di certo abituate a farlo, ma pensammo che oltre essere doveroso fosse anche un modo di far passare il tempo in maniera costruttiva.

La suddivisione avvenne in base alle peculiarità di noi ragazze. Mia sorella ad esempio scelse di dare una mano in giardino, il roseto della nonna era veramente bello e rose rosse e gialle attendevano solo qualcuno che potesse dare loro amore.

Io, meno avvezza a questo, scelsi la cucina.

Era una cucina in muratura, stile Old England e al centro di essa erano posti i fuochi con un’ enorme cappa. A quest’ultima inoltre era appeso il pentolame di rame, di cui la nonna faceva ancora uso.

Contai circa quaranta tra padelle, padelline e paioli che si mostravano in bella fila, quasi facendo vanto di sè e, sono certa, inorgogliendo un appassionato dei fornelli.

Inoltre la nonna mi insegnò a preparare la famosa zuppa inglese, che sì, conoscevo, ma solo come attenta ed energica consumatrice.

Quel mescolare farine e rompere gusci d’uovo mi faceva sentire una cuoca provetta, oltre naturalmente a soddisfare le mia golosità. Anzi, le nostre. Se qualcuno fosse capitato all’improvviso avrebbe trovato tutte e tre con il dito nel padellino, alla ricerca dell’ultimo paradisiaco gusto.

Comunque tutto questo ci piaceva da matte.

 

Quel tardo pomeriggio nessuna di noi aveva attività alcuna. Forse perchè pioveva e allora non avevamo alcuna valvola di sfogo nel giardino.

Io giravo avanti ed indietro la cucina con le braccia poste dietro la schiena, rimurginando.

Mia sorella, ffacciata alla finestra, fissava il giardino e la pioggia cadere sulle sue amate rose.

La nonna spostava invece i mobili da destra a sinistra, facendoli in realtà tornare al loro  posto di origine.

In quel silenzio quasi irreale, la nonna si fermò.

Guardò noi ragazze e ci disse: "Adesso vi mostrerò una cosa. Un posto che neanche vostra madre ha mai avuto occasione di vedere".

Noi incredule su questa frase, data l’importanza che percepimmo, la seguimmo silenziose.

Facemmo le rampe della scala e sopraggiungemmo in cima alla casa.

Ci separava dal tetto una porticina bassa, bianca, dello stesso colore delle pareti.

Tutti i racconti

1
0
38

Lo so che aveva ragione lui

22 April 2026

Lo so che aveva ragione. Ero io ad averlo tradito. Ma era stato lui a sparire così, di punto in bianco, senza nessuna spiegazione e avevo creduto mi avesse lasciato. Cosa avrei dovuto pensare? Non rispondeva più ai messaggi e poi c'era il suo carattere instabile, il fatto che avesse già avuto questi [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

0
0
59

Ogni Domenica

22 April 2026

Ogni domenica mattina, Laura e Marco seguivano un loro ben collaudato rituale. Uscivano dal portone di casa con passi lenti, godendosi il fresco dell’aria che profumava di fiori. Camminavano lungo le strade del paese, Marco con le mani infilate nelle tasche della giacca, Laura che accarezzava distratta [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

6
8
64

La coperta

21 April 2026

Quella notte Ettore aveva avuto freddo e al mattino si era svegliato tutto raggomitolato nelle lenzuola. Segno inequivocabile che era arrivato il momento di abbandonare il misero copriletto estivo e passare a qualcosa che non fosse solo decorativo, ma anche caldo. Approfittando del pallido sole [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Smoki: Innanzitutto grazie per i Like e i commenti. 🤩
    Mi ingrasso l'ego così! [...]

  • Lawrence Dryvalley: il quotidiano raccontato con intensa leggerezza. Poi quel "Il filo era [...]

3
3
56

Visioni d'autunno anche se siamo in primavera

Cose che accadono ammirando un'opera d'arte

21 April 2026

Amici lettori di Letture da Metropolitana, eccoci di ritorno per coinvolgervi in una storia colorata ad arte ispirata dalla visione di un quadro pittorico realizzato dall'artista Adriano Valerio Deandreis dal quale il sottoscritto ha estrapolato, anzi per meglio dire immaginato, una storia breve. [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Lawrence Dryvalley: il ritorno di Orazio il Pappagallo! Una visita degli ET! Animali, colori, il [...]

  • Smoki: Di Deandreis mi piace molto la palette di colori che usa. Vibranti e saturi. [...]

3
3
141

Il quotidiano

20 April 2026

Flavio Rossi uscì dalla banca con la ricevuta ancora tra le dita, piegata in quattro come faceva sempre. Era una mattina qualunque nella bassa modenese: aria ferma, odore di polvere e di campagna, il rumore lontano di un trattore. Aveva appena fatto un bonifico e stava già pensando a cosa mangiare [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

  • Simone Bulleri: La scrittura è efficace, e ben restituisce il tema di fondo: siamo programmati [...]

  • Lo Scrittore: Nulla da eccepire, tutto rientra nella normalità del quotidiano. Eccellente [...]

4
4
202

Quella notte

20 April 2026

Partita di poker al bar del porto con Sordo, Bubi e Fiato. Mi avevano spolpato. Avevo chiesto un ultimo giro per riemergere dalle fogne. Guardai la mia mano, un full. Sordo e Fiato lasciarono con delle smorfie, restò Bubi che calò una scala reale. «Ascolta Bubi» dissi abbassando la mano perdente, [...]

Tempo di lettura: 4 minuti

  • Lo Scrittore: bravo Simone, perfetto nelle tre fasi - prima, durante e... dopo! like

  • Lawrence Dryvalley: Ritmo, una generale atmosfera nella seconda parte da horror-black-comedy, finti [...]

24
18
142

Tempo perso

Memorie de uno villico

19 April 2026

Lo giorno 7 de ottobre 1582, nello bosco che circondava da ogni lato lo castello de Monte San Senzaterra, si combatterono, ponendo alcuno limite alla loro ferocia, due opposte fazioni de cavalieri. L'una detta de li Servitori de lo Real Ordine Celeste, l'altra nota come Comunione de li Servitori [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

6
5
49

L’ultimo giorno di Archimede

19 April 2026

La mia città sta morendo. Lo capisco dal silenzio tra un rumore e l’altro. Dopo quasi due anni di assedio, Siracusa è stanca. Le mura hanno resistito, le macchine che ho progettato hanno tenuto lontani i Romani più a lungo di quanto chiunque credesse possibile. Ma anche la scienza, che coltivo [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
4
116

Il gatto Tommasino

18 April 2026

La carne del canarino allegro mi aveva fatto veramente bene. Il mondo mi appariva giocondo. Quando il carrozziere mi ha presentato il preventivo per aggiustare la macchina, con grande serenità ho scelto di lasciarla alla meno costosa perizia del braccio meccanico dello sfascia carrozze. Guardandola [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

8
11
284

Password n° 2047

Domotica prossima ventura

18 April 2026

Non cambi la password da troppo tempo: aggiornala. 2.11.1969 Nella password ci devono essere delle lettere. 2 novembre 1969 È imprudente usare come password la propria data di nascita o quella dei propri cari. Creane una che non sia facilmente decrittabile e che non sia a te strettamente collegata. [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Rubrus: To All: Grazie. Io ho sistema abbastanza efficace per creare password che solitamente [...]

  • Dax: triste e divertente....litigo spesso con le password di lavoro 😢.Like

3
2
54

Modena, 1971

17 April 2026

C’è una foto di Luigi Ghirri che, appena la vidi, mi fece provare una sorta di sentimento, un’aria di famiglia. Qualcosa che aveva a che fare con la mia storia, ma anche qualcosa che la raccontava — la mia storia — più di un racconto: bastava quella foto. Lì c’era tutta la mia storia. È una delle [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Smoki: Anche io ho sempre pensato che Ghirri fotograsfasse la quotidianità [...]

  • Dax: Like

7
12
155

Un istante

17 April 2026

Il 12 luglio del 2005, in un anonimo paese di una regione qualsiasi, Francesca entrò in un bar, diede un’occhiata in giro, comprò un gratta e vinci, uscì e scoprì di aver vinto trenta euro. Non una gran somma, ma abbastanza per acquistare un pallone da calcio e rivelare così a suo figlio il regalo [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Virginia Lupo: Sia lodato Gesù Cristo signora Gigia
    Questo racconto mi fa pensare [...]

  • Luigia: Grazie Virginia, il fatto è che il controllo conta quasi come il non-controllo. [...]

Torna su