Melchiorre era circondato dalle sue amate api. Chiuse gli occhi e fece un profondo respiro. L’aroma speziato del miele d’Euforbia lo avvolse. Quando riaprì gli occhi era nella caverna. Dove prima c’era la cassa ora c’era una tavola apparecchiata. Le brillanti luci di tre candele intarsiate facevano risplendere una tazza turchese che conteneva un’abbondante porzione di miele d’Euforbia. BALDASSARREE…. La voce di nonna Fatima aveva il potere di raggiungerlo ovunque. Lasciò i suoi compagni di giochi e corse verso casa. L’attendeva il Umm Alì, il dolce più buono del mondo. Lo sforzo della corsa era alleviato dal desiderio di gustare quella meraviglia ove il pistacchio, il cocco e i datteri si univano in un’armonia sublime. La forsennata corsa fu interrotta da un ostacolo che lo fece cadere. Quando si rialzò era nuovamente adulto. Si trovava nella caverna. Dove prima c’era la cassa ora c’era una tavola apparecchiata. Le scintillanti luci di tre candele intasiate facevano brillare un vassoio d’oro sul quale troneggiava l’Umm Alì. Il dolce più buono del mondo.

Al piccolo Gaspare piaceva osservare il padre mentre impastava il pane. Il momento che rendeva la bottega del padre un luogo magico era quando l’impasto, messo dentro il forno cominciava a cuocersi rilasciando nell’aria un delicato profumo che sembrava far risplendere ancora di più i raggi del sole. Fu quel ricordo lontano nel tempo che accompagnò il risveglio di Gaspare. Era nella caverna. Dove prima c’era la cassa ora c’era una tavola apparecchiata. Le traballanti luci di tre candele intarsiate illuminavano una magnifica forma di pane. Gaspare la prese la spezzò e la mangiò.


 

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03 September 2026

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