Prologo

Campo militare austro-ungarico – Tenda dello Stato Maggiore

Il telo della tenda si gonfiava appena, sfiorato da un vento freddo. All'interno, tre ufficiali sedevano attorno a un tavolo ingombro di mappe. Il giovane soldato davanti a loro tremava. L'uniforme era lacera, la fasciatura all'avambraccio sinistro sporca di terra e sangue. Cercava di stare dritto, ma il terrore lo incurvava più della ferita.

Il maggiore, un uomo alto e asciutto, con baffi grigi ben curati, lo osservava in silenzio, le dita intrecciate sotto il mento. Il tenente al suo fianco sbuffava d'impazienza, mentre il capitano, dal volto scavato e con occhiali sottili, parlò con tono neutro:

«Inizia da capo. Dal rastrellamento. Vogliamo ogni dettaglio».

Il soldato annuì lentamente, ingoiando saliva.

«Il villaggio sembrava abbandonato. I nostri avevano ricevuto l'ordine di radunare i civili nella piazza, per i controlli. Vecchi, donne, bambini… li spingevano fuori casa con le baionette. Alcuni piangevano. Qualcuno chiedeva di poter prendere un cappotto. Niente era concesso».

Fece una pausa. L'odore di sudore sotto la medicazione gli salì al naso. Si costrinse a continuare.

«Un vecchio… non avrà avuto meno di ottant'anni… inciampò su un gradino. Cadde. Non riusciva a rialzarsi. Urlava che aveva male a un fianco. Mi sono avvicinato per aiutarlo, gli ho preso il braccio… ma un superiore mi ha visto. Ha gridato che non eravamo lì per comportarci come “crocerossine” e mi ha spintonato via».

Il soldato abbassò lo sguardo, come se rivivesse la scena. «Sono caduto nel fango. Poi… è successo».

«Cosa?» incalzò il tenente.

«Una mano. Una mano femminile ha afferrato il braccio del mio superiore, fermandolo. Era sottile, ma forte. Decisa. Lo bloccò a mezz'aria».

Il maggiore aggrottò le sopracciglia. «Una mano? Di chi?»

Il soldato sollevò lentamente lo sguardo, ancora sconvolto.

«Di una ragazza. Era... bellissima. Lunghi capelli neri, sciolti sulle spalle. Era spuntata dal nulla. Indossava abiti da contadina, ma nei suoi occhi c'era una freddezza che… non avevo mai visto. Con una mano afferrava il braccio del mio superiore. Con l'altra…»

Fece un gesto con la destra, come a infilzare qualcosa.

«Con l'altra, senza esitazione, gli ha affondato una lama curva nello stomaco. Precisa. Silenziosa. Come se lo avesse fatto mille volte. Lui ha fatto appena in tempo a gridare. Poi è crollato».

«E poi?» chiese il capitano, sporgendosi.

«Un'altra donna ha aperto il fuoco da una finestra. Un colpo, un soldato. Tre colpiti in pochi secondi. Si muovevano come ombre».

Il tenente alzò un sopracciglio. «E tu?»

«Lei mi ha guardato. Io… ero ancora a terra. La pregai di non uccidermi. Dopotutto non avevo fatto nulla. Anzi, avevo provato ad aiutare il vecchio. I nostri occhi si sono incrociati. Per un istante… ho pensato che mi avrebbe colpito. Ma poi ha detto solo una parola: “Vattene!”».

«Mi rialzai e cominciai a correre. Poco più in là vidi un gruppo dei miei commilitoni. Mi nascosi dietro un mucchio di legna, vicino a un vicolo cieco. Vidi i nostri inseguire due donne — una era giovane, con i capelli sciolti, l'altra più grande, dal portamento fiero — lungo i vicoli stretti del villaggio. Pensavo fossero civili in fuga».

«Mentre osservavo quella scena, mi prese una strana inquietudine. C'era qualcosa che non era al suo posto, qualcosa che non tornava. Le osservai meglio, fissai i loro volti… e con grande sorpresa mi accorsi che non c'era traccia di paura o di panico. Al contrario, nei loro occhi brillava una fredda determinazione. In un istante compresi che qualcosa stava succedendo».

«Le due correvano leggere, decise. I soldati le tallonavano, finché entrarono tutti in quel vicolo chiuso da un alto muro di pietra. Le due si fermarono. All'improvviso, da due finestre ai lati calarono delle funi. Le afferrarono e si arrampicarono con agilità. In pochi secondi sparirono oltre il muro».

«I nostri erano bloccati. Guardavano in alto, confusi».

«Che diavolo…?» esclamò uno.

«Siamo in trappola!» urlò un altro, cercando di tornare indietro.

«Ma in quel momento, due sagome sbucarono da un vicolo laterale. Due donne: una robusta con le maniche arrotolate e mani grandi come badili, l'altra incappucciata, agile. Spinsero un carro pesante contro l'ingresso. Bloccarono ogni via d'uscita».

«Dal tetto comparve una figura. Aveva una benda rossa al braccio. Dietro di lei, altre donne armate. I loro volti non avevano rabbia. Solo decisione».

«Benvenuti all'inferno!» urlò.

«Avevano preparato tutto. Le due ragazze erano l'esca. Il vicolo era la gabbia».

«Ora!» gridò la donna con la benda rossa.

«Dai tetti e dalle finestre piovvero secchi d'olio bollente. Le urla dei nostri squarciarono l'aria. Alcuni cercarono di arrampicarsi sul carro. Ma vennero colpiti da fucilate e coltellate. Uno dopo l'altro. Precise. Spietate».

«In pochi minuti, tutto finì. I corpi giacevano a terra. La donna con la benda rossa scese dal tetto. Spinse via il carro. Aprì l'ingresso».

«Controllate che non ci siano sopravvissuti», ordinò.

«Si avvicinò a un soldato ancora vivo. Aveva il volto ustionato. Respirava a fatica».

«Perché?» chiese lui, con un filo di voce.

«Perché non avete pietà per noi», rispose. «Perché uccidete i nostri vecchi, le nostre donne, i nostri bambini. Perché non ci lasciate altra scelta».

«Poi, senza tremare, estrasse un coltello. E pose fine alla sua sofferenza».

«Le donne si radunarono. Sapevano che altri militari sarebbero arrivati. La donna con la benda fu l'ultima a lasciare il vicolo».

«Andiamo», disse. «Dobbiamo sparire».

«Sparirono tra i vicoli, veloci e silenziose, nella direzione dei boschi».

«Io… rimasi nascosto ancora qualche istante. Il fumo dell'olio, il tanfo del sangue, le grida dei morenti... mi rimasero addosso come una seconda pelle».

«Poi mi alzai. E corsi. Non verso di loro. Non avrei osato seguirle. Corsi nella direzione opposta. Verso le retrovie. Verso l'unico posto dove credevo di poter restare vivo».

Un silenzio denso calò nella tenda. Il tenente si accese una sigaretta con mano lenta.

Il maggiore parlò infine, gelido:

«Guerriglia. Ma guidata da donne… diventate assassine. Eccellenti assassine».

Il capitano annuì. «Ci stanno creando seri problemi. Almeno nelle retrovie».

Il tenente, soffiando il fumo verso l'alto, aggiunse piano:

«Non è il primo caso. Ne sono stati segnalati altri. I soldati... cominciano a chiamarle in un modo».

Si fece un silenzio più cupo. Poi concluse:

«Le Sorelle».

«Serve una risposta», sibilò il maggiore. «Una caccia, villaggio per villaggio. Le troveremo. E non avranno scampo».

 

 

 

 

Tutti i racconti

0
0
3

Sauce Smart Working

Tratto da una storia vera

09 July 2026

"XXX, per favore, mi può dare il numero di codice di..." "No, perchè nun trovo 'o spid". "Ma se le ho dato ieri il numero!". "Sì, ma m'è cascato 'o telefono dent' a pummarola!".

Tempo di lettura: 30 secondi

3
3
22

Il piangino social

08 July 2026

Sul gruppo Facebook del quartiere comparve un post drammatico: — Amici, ho perso il cellulare. È la mia vita, il mio lavoro: senza di lui non vado avanti. Aiutatemi con una piccola donazione. I primi euro arrivarono subito. Ma un certo Paolo commentò: — Non ti preoccupare, ho un telefono identico [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Questi impostori precludono possibilità a chi ha veramente bisogno... [...]

  • Maria Merlo: Purtroppo esistono. Bravo interstellar un racconto ben scritto, ironico e realistico.

4
5
29

CONTRASTO

L'anima nell'acqua

07 July 2026

Era una grande gabbia di legno, attraverso le fessure potevo scorgere l'orizzonte fatto di acqua e cielo. I miei piedi appoggiavano su una tavola che dondolava seguendo il movimento del mare. L'acqua, filtrando dai lati, entrava bagnandomi fino alle caviglie. Non mi spaventava poi tanto stare lì [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

7
7
125

Un piano perfetto

06 July 2026

Il piano di Harry era complesso, ma geniale. Aveva lavorato intensamente per quasi tre anni sino ad elaborare un sistema perfetto. La morte di Robert, un uomo ripugnante che non meritava alcuna pietà, sarebbe apparsa a tutti gli effetti un decesso naturale. Nessuno avrebbe mai pensato a un omicidio. [...]

Tempo di lettura: 30 secondi

4
5
75

Nicoleta

05 July 2026

Fine aprile. Nicoleta, dopo aver trascorso la Pasqua ortodossa a Iasi, era tornata a Centocelle. Le settimane passate in Romania con i due figli minori erano state un riposo forzato. Ore e ore recitando la parte della madre. Il distacco era iniziato tre anni prima, quando nel Regno Unito aveva [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • Lo Scrittore: sembra una scena ormai ricorrente stando alle cronache cittadine, io vedo due [...]

  • zeroassoluto: Un quadretto piuttosto consueto dei giorni nostri, in particolare nelle citta [...]

5
5
63

Evviva gli Americani

Storie di famiglia

04 July 2026

Il fatto che gli Americani avessero preso posto in casa Vannelli, con l'aia piena di calcinacci e la stalla a destra dell'ingresso, aveva portato, se non altro, una ventata di novità in quel periodo di miseria nera che si stava attraversando. Certo le zuppe di fagioli e le patate non bastavano [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

4
11
53

L'amore ai tempi del DSM

03 July 2026

“Fatela respirare!” furono le concitate parole che accompagnarono il convulso risveglio di Rosa. Aprì gli occhi. Lentamente focalizzò. Dove si trovava? Non conosceva quel posto. Chi erano le persone in circolo attorno a lei? Perché erano vestite da cerimonia? Sbatté le palpebre. Guardò meglio il [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

6
6
54

20/05/2026, volo Brindisi - Torino

Come far passare il tempo

02 July 2026

20/05/2026 Volo Brindisi - Torino Partiti alle 18:50, arrivo alle 20:35... Mi sembra che prima ci metteva meno... che abbiano diminuito la velocità per risparmiare carburante? Quasi due ore... che non passano mai! Sono ancora le 19:50 e mi sono rotto le palle!!! Continuo a guardare l'orologio… [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

4
4
56

Il gigante 2/2

Un pomeriggio d'estate

02 July 2026

Si interruppe un attimo per prendere il più piccolo dei nipoti, metterlo a sedere sulle sue ginocchia e accarezzargli i capelli. «Tanto, tantissimo tempo fa, dove oggi ci sono le vecchie pietre del nuraghe di Palmavera, viveva un popolo felice. Nessuno conosce il nome dell'uomo che lo guidava, [...]

Tempo di lettura: 3 minuti

4
3
29

Il gigante 1/2

Un pomeriggio d'estate

01 July 2026

Sotto il cielo di un caldo agosto, i bambini erano seduti sul muretto di confine che separava le due proprietà. A poca distanza, due uomini rientrati dal lavoro sorseggiavano un bicchiere di vino bianco fresco con succose pesche tagliate a pezzi. Sedevano all'ombra di un pergolato da cui pendevano [...]

Tempo di lettura: 2 minuti

  • Dax: Mi intriga assai.Che bella immagine fresca e gioiosa. Like

  • zeroassoluto: Io sono con i due uomini che osservano compiaciuti la loro famiglia.
    Like [...]

4
5
176

Guerra e pace

01 July 2026

Quando il suo insegnante di storia aveva esordito dicendo “La pace è un lusso che gli uomini si possono concedere in tempi di abbondanza” Daisy era rimasta piuttosto contrariata. Non le piaceva il cinico pragmatismo con il quale l’anziano professore soleva dipingere il mondo. A costo di apparire [...]

Tempo di lettura: 1 minuto

  • zeroassoluto: Un'anticipazione di quello che sarà tra qualche tempo; uomini contro [...]

  • Lorenzo: Vi ringrazio per i commenti, precisi e motivati, che offrono anche a me un [...]

25
16
126

In fondo al pozzo

The Circle

30 June 2026

Peppe era sfacciatamente bello. In paese quante mamme avrebbero fatto di tutto per vederlo fidanzato con una propria figlia! Lui era un vero maschio dal carattere simpatico, con due occhi azzurri che portavano la luce ovunque andasse. Sapeva ballare Peppe e quasi ogni sabato, dopo la partita di [...]

Tempo di lettura: 5 minuti

  • Italo Prato: Inizio ad alto valore glicemico giusto per consegnarci uno svolgimento e un [...]

  • Lawrence Dryvalley: Ho apprezzato l'evoluzione del racconto che prende le mosse come una delicata [...]

Torna su