E’ come librarsi nell’aria, è come vivere in un uccello. La solitudine, questo sentimento che ci porta fuori dal mondo. E’ strano, si vive tra mille emozioni, tra miriadi di gente, eppure la solitudine ci coinvolge sempre più, ci cattura, ci toglie il respiro. E’ forse una risposta a questo nostro egoismo che imperversa nei nostri cuori, a questo custodire a tutti i costi il nostro io, lasciando così le nostre porte chiuse agli altri, il che ci porta spesso ad isolarci dagli altri.

Tuttavia anche se sembra un paradosso, la solitudine vissuta in quanto tale, ci offre l’opportunità di farci delle domande, ci offre dei momenti irripetibili di riflessione, l’occasione per guardarci dentro fino in fondo. E credo si torni poi più vivi, più carichi che mai ad affrontare la vita. Come dicevo prima, la solitudine ci aiuta a porci delle domande che tuttavia convergono a quello che è il nostro enigma più grande, la nostra domanda in primis, ossia il perché della nostra esistenza, il perché siamo qui.

E mi pare bello riportare alcuni righi del libro IL COLORE VIOLA di Alice Walker in cui Mr.Albert dice a Celie:

“Ho cominciato a chiedermi perché abbiamo bisogno d’amore. Perché soffriamo. Perché siamo neri. Perché siamo uomini e donne. Da dove vengono veramente i bambini. E non ci è voluto molto per accorgermi che non sapevo niente. E’ che chiedersi perché si è neri o uomini o donne o cespugli non serve a niente se non ci si chiede perché si è su questa terra.

E cosa hai concluso? gli ho chiesto

Che siamo qui per farci domande, almeno per quanto riguarda me. Per fare domande. Per chiedere. E che facendo domande, interrogandosi sulle cose grosse, si impara molto sulle cose piccole, quasi per caso. Più mi faccio domande, ha detto, più amo la gente.

E la gente comincia ad amare te, scommetto, ho detto io”

Ecco, è proprio in queste ultime parole che il mio pensiero si è soffermato, perché nei momenti di solitudine, ponendomi delle domande, alla fine anch’io mi ritrovo con Mr. Albert nel dire che amo di più la gente. Perché solitudine non significa isolarsi dal mondo, rinchiudersi in se stessi, ma concedersi dei momenti di verità di riflessione, di domande. E’ come dire: “fermate il mondo voglio scendere” ma solo per prendere una boccata di ossigeno, per ricaricarsi e per tuffarsi di nuovo tra la gente. Volendo accennare ad una conclusione, credo che tutte le nostre domande i nostri dubbi, le nostre angustie portino poi in definitiva ad una sola risposta che è AMARE. Credo di poter dire che in noi nasce la gioia, la felicità la consapevolezza di essere persone autentiche, felici di godere la vita, soprattutto quando amiamo gli altri, quando possiamo aiutare gli altri e non viceversa con il nostro egoismo, con le nostre violenze e con il nostro odio.

Dunque la solitudine ci offre e ci riempie d’amore, e ci aiuta a donare questo grande tesoro.

 

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